sabato, ottobre 08, 2016
Nel filmato, risalente al 2005, il miliardario si vantava delle sue conquiste con un linguaggio ben oltre i limiti della volgarità: "Sei un VIP, puoi fare loro quello che vuoi...". Il candidato: "Mi scuso, ma quel video non ritrae l'uomo di adesso". Annullato l'evento in Wisconsin.

Donald Trump, a un mese dal voto, scivola ancora sulle donne, con frasi volgari e offensive colte da un microfono acceso a sua insaputa. Appare in un video, una delle tante interviste in cui il tycoon parlava a briglia sciolta, in epoca ben lontana dalla sua candidatura. L'audio "rubato" risale al 2005, con parole ed espressioni talmente forti da parte del candidato alla Casa Bianca che lo costringono nel giro di pochissimo tempo dalla diffusione delle immagini a chiedere pubblicamente scusa.

"Erano chiacchiere da spogliatoio. Bill Clinton mi ha detto cose molto peggiori giocando a golf. Comunque mi scuso se qualcuno si e' offeso", ha risposto tramite Twitter. Ma la frittata è fatta. Trump, dopotutto, forse prima ancora che miliardario è un arcinoto abitué del circuito mediatico, fra tv, giornali e radio. E la quantità di fuorionda è talmente abbondante che potrebbe ben riempire un archivio intero.

L'uscita del video, ad appena un mese dal voto, con i sondaggi che lo danno in svantaggio ed un confronto tv tutto sommato negativo, rischia di essere una mazzata. Così, in pochi secondi, lo sforzo dei sostenitori della campagna in tutte queste settimane per smussare pubblicamente il carattere aspro del tycoon verso l'altro sesso si infrange contro un muro. Nell'audio parla tra le altre cose del fallito tentativo di sedurre una donna, di cui il nome e' stato silenziato nel video. "Ci ho provato ma senza successo". La registrazione risalirebbe ad alcuni mesi dopo il matrimonio con Melania Trump.

L'ennesima bomba di una campagna elettorale fatta di scandali reciprochi e che potrebbe far passare in secondo piano le oltre 2 mila email che sarebbero state hackerate dall'account personale di John Podesta, uno dei più stretti consiglieri di Hillary Clinton e massimo responsabile della sua campagna elettorale, messe in rete da Wikileaks. Il contenuto deve ancora essere completamente analizzato, ma spunterebbero degli estratti dei discorsi a porte chiuse e a pagamento tenuti in passato da Hillary Clinton a eventi organizzati da grandi istituzioni finanziarie di Wall Street.

Poiché la miglior difesa è da sempre l'attacco, Hillary su Twitter ci è andata pesante con l'avversario: "Non possiamo permettere a quest'uomo di diventare presidente degli Stati Uniti". Anche i repubblicani stanno facendo il vuoto intorno a Trump. Il portavoce della Camera, Paul Ryan, si è detto "disgustato" dal video di Trump e ha annullato l'invito al tycoon che doveva partecipare ad un evento programmato oggi in Wisconsin. Al suo posto si presenterà il candidato vicepresidente Mike Pence. Proprio intorno al vice, circolano nuove idee sulla possibilità di uno switch per la candidatura: "E' ora che Donald Trump si ritiri dalla corsa e che Mike Pence prenda il suo posto'', afferma l'ex governatore repubblicano dello Utah ed ex candidato presidenziale nel 2012 John Huntsman.

E domani, a St. Louis, Missouri, è previsto il secondo dibattito tv, forse nel suo momento peggiore: isolato, sotto attacco ed evidentemente impossibilitato a preparare al meglio la serata.


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