giovedì, maggio 05, 2016
Dio ama tutti, non scarta nessuno, non conosce la nostra cultura dello scarto. E’ quanto ha affermato durante l’udienza generale Papa Francesco commentando la parabola della pecorella smarrita. Per Gesù – ha detto il Santo Padre – “non ci sono pecore definitivamente perdute”. Così, i cristiani non devono chiudersi in se stessi perché altrimenti avranno “il puzzo delle cose chiuse”. Il servizio di Amedeo Lomonaco: ascolta

Radio Vaticana - L’immagine del Buon Pastore, che si carica sulle spalle la pecorella smarrita, è l’icona della “sollecitudine di Gesù verso i peccatori” e della “misericordia di Dio che non si rassegna a perdere alcuno”. Il pastore è “l’unico vero protagonista, tutto dipende da lui”.
Dio – ha affermato Papa Francesco - cerca la pecora smarrita, i “figli perduti per poi fare festa”:

“Lui va a cercare quella, perché ognuna è molto importante per lui e quella è la più bisognosa, la più abbandonata, la più scartata; e lui va là a cercarla”.

La misericordia è lo stile di Dio
“La misericordia verso i peccatori è lo stile con cui agisce Dio”. Il Signore – ha detto il Santo Padre – “non può rassegnarsi al fatto che una sola persona possa perdersi”:

“Dio non conosce la nostra attuale cultura dello scarto, in Dio questo non c’entra. Dio non scarta nessuna persona; Dio ama tutti, cerca tutti... Tutti! Uno per uno. Lui non conosce questa parola ‘scartare la gente’, perché è tutto amore e tutta misericordia”.

Il Signore è accanto alla pecora smarrita Il popolo di Dio è sempre in cammino. Mente il Signore cerca la pecora smarrita, le altre 99 - ha spiegato il Pontefice - partecipano alla riunificazione del gregge. “Il pastore – ha aggiunto - sarà trovato là dove la pecora è perduta”:

“Il Signore quindi va cercato là dove Lui vuole incontrarci, non dove noi pretendiamo di trovarlo! In nessun altro modo si potrà ricomporre il gregge se non seguendo la via tracciata dalla misericordia del pastore”.

Senza cammini di fraternità, prevale “la puzza di chiuso”
Nella comunità cristiana – ha affermato Papa Francesco - c’è sempre qualcuno che “se ne è andato lasciando il posto vuoto”. A volte questo, porta a credere che sia “una perdita inevitabile”. Ma in questo modo si corre il pericolo di rinchiudersi “nelle piccole comunità, nella parrocchia”, dentro un ovile “dove non ci sarà l’odore delle pecore”:

“Non dobbiamo essere chiusi perché avremo il puzzo delle cose chiuse. Mai!”.

Dio cerca tutti gli uomini Si corre il pericolo della puzza di chiuso – ha aggiunto il Papa – “quando manca lo slancio missionario che ci porta ad incontrare gli altri”. Per Dio nessuno “è definitivamente perduto”:

“Mai! Fino all’ultimo momento, Dio ci cerca. Pensate al buon ladrone; ma solo nella visione di Gesù nessuno è definitivamente perduto ma solo pecore che vanno ritrovate”.

“Nessuna distanza – ha concluso il Santo Padre - può tenere lontano il pastore; e nessun gregge può rinunciare a un fratello”. “Trovare chi si è perduto è la gioia del pastore e di Dio, ma è anche la gioia di tutto il gregge”.


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