mercoledì, giugno 12, 2013
Si chiamerebbe John Robertson e oggi avrebbe 76 anni, ma durante la guerra del Vietnam era un giovane soldato mandato dall’America a combattere per la patria. Peccato che non sia più tornato indietro e che non abbia mai dato sue notizie, almeno fino ad oggi, perché il regista Michael Jorgenson potrebbe averlo ritrovato dopo 44 anni di “latitanza”  

di Ilaria Sulla

All’inizio degli anni ’60 iniziò la famosissima guerra del Vietnam, prima e unica guerra mandata quasi integralmente in onda dalla televisione. Il sangue e le atroci sofferenze prodotte dal conflitto passarono sotto gli occhi di tutti, tanto da innescare la riluttanza della popolazione ed il sorgere di gruppi pacifisti, ma questa “chiarezza” informativa non impedì di dimenticare qualcosa (o qualcuno) a guerra finita. Sarebbe questo il caso di John Robertson, un soldato americano mai più tornato dalla guerra e oggi (forse) ritrovato.

La notizia ha fatto il giro del mondo, anche perché un regista di nome Micheal Jorgenson si è molto interessato al caso e ha deciso di dedicargli un documentario intitolato “Unclaimed”. L’attore protagonista si chiama Tom Faunce ed è un veterano di guerra che da qualche tempo sta cercando di riavvicinare l’anziano uomo con la sua ipotetica famiglia, anche se ad oggi non c’è alcuna certezza che si tratti del soldato in questione.

I tratti somatici sono molto simili a quelli del soldato americano, e la stessa sorella di Robertson ha affermato che si tratta proprio di suo fratello, ma i figli e la moglie non vogliono conoscerlo e non è stato effettuato il test del dna. “Forse non vogliono rivangare il passato", ha affermato Jorgenson, che comunque non riesce a capire "che cosa potrebbe spingere delle persone a non voler riconoscere il proprio padre biologico”.

La questione è sicuramente molto delicata, sia perché Robertson (se di lui si trattasse) non ricorda praticamente nulla del suo passato in quanto affetto da demenza senile, sia perché il Pentagono ha immediatamente smentito la notizia, affermando che si tratta di un “impostore”. L’unica cosa che l’anziano ricorda è di essere nato in Alabama e di essere stato mandato in Laos nel 1968 come soldato. Quando però gli è stato presentato quello che potrebbe essere suo cognato, l’uomo non ha avuto alcun dubbio: “Mi ricordo di te, lavoravi in una drogheria”, gli ha detto senza esitare.

Una prova invece dell’infondatezza della notizia sarebbero le comparazioni delle impronte digitali effettuate dal Pentagono, che ha dichiarato di essere a conoscenza della scomparsa di Robertson già dagli anni ’80, e reputa questa “una vera truffa”. In effetti gli esami del dna non sono mai stati effettuati e l’uomo non ricorda praticamente nulla della guerra in Vietnam, né parla più l’americano. “Lui non ha chiesto nulla in cambio, i parenti del sergente non sono stati mai sottoposti al test del dna, un suo commilitone e la sorella lo hanno riconosciuto con certezza”, ha dichiarato il regista, aggiungendo che le autorità starebbero solo “coprendo i fatti”. Sempre più insistenti sono infatti le voci di chi sostiene che laggiù "ci sarebbero ancora nostri ragazzi".


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