sabato, agosto 04, 2012
Presentato oggi a Roma il rapporto 2012 dell’associazione Nessuno tocchi Caino su “La pena di morte nel mondo”, che registra un sensibile calo delle esecuzioni nel 2011 e nel primo semestre del 2012. Ma proprio nel giorno della presentazione, il Giappone ha eseguito due condanne: una a Tokyo e l’altra a Osaka. Il premio “Abolizionista dell’Anno 2012” è stato conferito al presidente della Sierra Leone, Ernest Bai Koroma.

Radio Vaticana - Cala il numero delle condanne a morte eseguite nel mondo e ciò significa che si conferma la tendenza verso l’abolizione definitiva, nata da dieci anni a questa parte. È questa l’analisi che Nessuno tocchi Caino fa nel suo rapporto annuale sulla pena di morte nel mondo: nel 2011 i Paesi che vi hanno fatto ricorso sono stati 19, cioè 3 in meno rispetto all’anno precedente, per un totale di cinquemila esecuzioni effettuate. A fare notizia è il calo delle condanne eseguite in Cina, alla quale resta comunque il primato mondiale, l’80% delle esecuzioni totali, e dove continua a vigere sulla questione il segreto di Stato. A seguire l’Iran con almeno 676 esecuzioni e l’Arabia Saudita con 82. nel periodo preso in considerazione non state eseguite condanne in Bahrein, Guinea Equatoriale, Libia e Malaysia; sono riprese, invece, in Afghanistan, Emirati Arabi Uniti, Botswana e Giappone, dove la pena capitale non veniva comminata da molto tempo. Dei 43 Paesi mantenitori della pena di morte, inoltre, 7 si possono definire di democrazia liberale, per quanto riguarda il sistema politico, i diritti umani e il rispetto di quelli civili e delle libertà economiche all’interno di uno Stato di diritto. Tra questi Taiwan e gli Stati Uniti che restano praticamente l’unico Paese nel continente americano, con due condanne eseguite nello Stato dell’Idaho. In Europa, infine, la Bielorussia rimane l’unica eccezione a un continente completamente libero dalla pena di morte.

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