lunedì, febbraio 24, 2020
16a campagna invernale del Programma nazionale di ricerche in Antartide

C.N.R. - È iniziata nella stazione italo-francese 'Concordia', che si trova a oltre 3mila metri sul plateau antartico, la 16a campagna invernale del Programma nazionale di ricerche in Antartide (Pnra), finanziato dal Ministero dell’università e ricerca e attuato dal Cnr per la programmazione e il coordinamento scientifico e dall’Enea per la pianificazione e l’organizzazione logistica delle spedizioni. Per i prossimi otto mesi, dodici persone, cinque italiani in forza al Pnra, sei francesi dell’Istituto polare francese 'Paul Emile Victor' (IPEV) e un medico olandese dell’Agenzia spaziale europea (Esa) rimarranno, in totale isolamento, per mantenere attive le attrezzature sperimentali e per condurre studi di glaciologia, chimica e fisica dell’atmosfera, astrofisica, astronomia, geofisica e biomedicina.

Nel frattempo sono terminate le normali attività di ricerca della 35a campagna estiva del Pnra presso la stazione costiera italiana 'Mario Zucchelli', che si trova sul promontorio di Baia Terra Nova. Quest’anno la sola base 'tutta italiana' in Antartide non chiude i battenti: per la prima volta, infatti, un gruppo di quattordici persone rimarrà in base fino a fine marzo per effettuare lavori di ristrutturazione dei locali interni. Il team rientrerà in Nuova Zelanda il prossimo 8 aprile, a bordo della nave rompighiaccio coreana 'Araon'.

Nel corso della 35a spedizione scientifica italiana in Antartide sono stati sviluppati 43 progetti di ricerca e portati avanti lavori per infrastrutture importanti, come ad esempio quelli della prima aviosuperficie su terra che, da metà gennaio a metà febbraio, è stata utilizzata per atterraggi e partenze di un velivolo leggero (Basler). Nel corso della campagna estiva si sono avvicendati 250 partecipanti, tra scientifici e logistici, 26 dei quali appartenenti alle Forze Armate Italiane a supporto di diverse attività: il personale dell’Aeronautica per le previsioni meteo e la Sala Operativa, le guide alpine dell’Esercito per l’allestimento di campi esterni e i palombari e incursori della Marina e dei Carabinieri per le immersioni sotto il pack a supporto dei progetti scientifici.

I trasferimenti aerei intercontinentali per il trasporto di persone e materiali dalla Nuova Zelanda all’Antartide sono stati effettuati dall’Aeronautica Militare. È stato anche il primo anno nel Mare di Ross per la nuova nave rompighiaccio italiana 'Laura Bassi' dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs) che in due viaggi, oltre al supporto logistico, ha effettuato una campagna oceanografica raggiungendo il punto più a sud mai toccato da una nave italiana.


Per maggiori informazioni

www.italiantartide.it


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