mercoledì, giugno 27, 2018
Il messaggio del gesto inedito compiuto da Macron

Andrea Tornielli, Città del Vaticano

Vatican Insider -È stato un gesto inatteso, inedito, e per certi versi inaudito, se si pensa che a compierlo è stato non un Capo di Stato qualsiasi ma il Presidente della Repubblica di Francia, la culla della «laicité», la patria della Rivoluzione.

Emmanuel Macron, che pochi giorni fa aveva redarguito duramente un ragazzo che si era rivolto a lui chiamandolo con il diminutivo di «Manu» invece di usare «Signor presidente», al termine dell’udienza con Francesco, rompendo ogni protocollo, ha appoggiato la sua mano sinistra sulla spalla destra del Pontefice, quindi l’ha accarezzato e l’ha baciato sulla guancia. Un commiato da amici di una vita, anche se ad agire così è stato un Capo dell’Eliseo che si trovava per la prima volta faccia a faccia con il Vescovo di Roma. Macron ama manifestare il suo affetto in modo «tattile», spiegano gli osservatori di cose francesi, ma ieri in Vaticano ha davvero spiazzato tutti.
 Photo opportunity, spontaneo trasporto o conversione sulla via di Damasco? Lo si vedrà nel prossimo futuro.

Certo è che Parigi e il Vaticano sono tornati a parlarsi. L’incontro di ieri Oltretevere è durato un tempo lunghissimo per gli standard vaticani, ben 57 minuti, quasi il doppio del tempo preventivato, più del tempo dedicato alle udienze con Barack Obama, Donald Trump, Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan.

Dopo gli anni del gelo con il socialista François Hollande e il braccio di ferro che aveva contrapposto nel 2015 Papa Bergoglio all’inquilino dell’Eliseo a motivo della nomina di un nuovo ambasciatore presso la Santa Sede non gradito al Vaticano, si riapre dunque un canale di comunicazione diretto. Macron ha fatto di tutto per solennizzare l’incontro e per ribadire la sua volontà di consolidare le relazioni tra la Francia e la Santa Sede, dopo le aperture di credito da lui pubblicamente manifestate di recente ai vescovi francesi. E se all’arrivo era piuttosto teso e impacciato, alla fine del colloquio è apparso un’altra persona. Così amico e «sciolto» da abbracciare Bergoglio abbattendo sotto l’occhio delle telecamere secolari tabù per un Paese alfiere della laicità.

Il disgelo è avvenuto in modo plateale e ora il presidente francese intende «approfondire le relazioni di amicizia, comprensione e fiducia che ha con la Santa Sede», come egli stesso ha assicurato a Francesco durante il dialogo a porte chiuse. Si è parlato del contributo della Chiesa «alla promozione del bene comune» in Francia, della protezione dell’ambiente, di migrazioni e dell’impegno per la prevenzione e la risoluzione dei conflitti, di Africa e Medio Oriente. E si è riflettuto anche «sulle prospettive del progetto europeo» in questo momento di crisi. «Ci siamo avvicinati l’un l’altro con lucidità», ha raccontato Macron, dicendo di aspettarsi che le relazioni con la Santa Sede «si sviluppino ulteriormente».


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