venerdì, marzo 17, 2017
Al via oggi e fino a domani il vertice G20 in Germania a Baden-Baden dove si riuniranno i ministri delle finanze e i banchiere centrali delle 20 maggiori economie del mondo. 

di Alessandra Caparello

Berlino (WSI) - E’ il primo G20 a cui partecipano gli Stati Uniti dopo le elezioni di Donald Trump e grande attesa è per le parole del segretario del Tesoro a stelle e strisce Steven Mnuchin che dovrà illustrare quali orientamenti sull’economia vuole prendere il presidente Trump, in particolare la questione sul libero scambio minacciata dal protezionismo invocato dal tycoon.

Rumor su bozza: forex e protezionismo
Intanto arrivano le prime indiscrezioni sulla bozza del comunicato ufficiale che verrà fuori dal G20 e che verrà pubblicato sabato. In particolare si legge che i leader finanziari del G20 ribadiscono l’impegno ad evitare svalutazioni competitive e lanciano un allarme sulla volatilità dei tassi di cambio sul forex.

Nella bozza, secondo le prime indiscrezioni, inoltre si legge che la politica monetaria continuerà a supportare la crescita e la stabilità dei prezzi ma da sola non potrà portare a nessuna crescita economica equilibrata. Nella bozza tuttavia, almeno finora, non sembra esserci però alcun riferimento al protezionismo.

Ambiente: braccio di ferro tra Germania e USA

Ma il braccio di ferro che si attende nella riunione a Baden – Baden vede da una parte la Germania e dall’altra gli Stati Uniti, divise mai come oggi sul tema ambientale. Da una parte infatti la Germania di Angela Merkel punta a politiche più green e cercherà di convincere i leader europei che il futuro del mondo è per l’energia pulita.

A tal proposito Thorsten Herdan, ministro tedesco per gli affari economici e l’energia, parlando alla BBC, ha reso noto che il governo di Berlino sta preparando una ricerca sui benefici che si avrebbero con la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Dall’altra parte gli Stati Uniti invece con la nuova amministrazione guidata da Donald Trump hanno appena varato un piano di bilancio per ridurre in maniera drastica i fondi allEpa (Environmental Protection Agency), l’agenzia che svolge le funzioni di ministero dell’Ambiente federale.

I bilanci dell’Environmental Protection Agency infatti saranno tagliati del 31,5% (2,6 miliardi di dollari), dimezzando così il settore ricerca. Un duro colpo all’ambiente targato Trump.


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