lunedì, febbraio 27, 2017
Dopo la storica visita nell'isola di Lesbo con con il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo, per incontrare i “profughi del mare”, il Sommo Pontefice annuncia la possibilità di una visita in Sud Sudan con l'arcivescovo di Canterbury, Justin Welby.


di Dario Cataldo

Un viaggio breve, di un giorno, dal forte respiro ecumenico. Questo è quanto anticipato da Papa Francesco ieri, in risposta alla domanda sulle “Chiese giovani” durante l’incontro con la comunità della Chiesa anglicana di Roma “All Saints”. Dichiara Bergoglio: "Con i miei collaboratori stiamo studiando la possibilità di un viaggio in Sud Sudan, di solo un giorno, là c’è una situazione difficile".

La precaria condizione esistenziale in Sud Sudan, impone una drastica inversione di rotta. Basti ricordare che il 20 febbraio, il governo locale ha dichiarato lo stato di carestia in alcune aree dello Stato. Le calamità stanno causando vittime, specie tra le giovanissime generazioni. Crisi alimentare, siccità, deficit economico e la guerra civile tra il 2013 e il 2016, hanno ridotto in ginocchio almeno 1 milione di persone, sull'orlo della fame.

La situazione sta a cuore anche all'arcivescovo Welby, il quale ha più volte denunciato la fine delle lotte fratricide: "Coloro che perseguono la violenza, si troveranno ad affrontare il giudizio di Dio, in risposta alle grida delle anime di coloro la cui morte hanno causato", ha recentemente dichiarato l'Anglicano.

Una sorta di "ecumenismo della carità", che coinvolge i leader delle Chiese cristiane. Come sottolinea il Vescovo di Roma: "Sono venuti da me il vescovo anglicano, quello presbiteriano e quello cattolico e mi hanno detto: venga! Ma non da solo, venga con l’arcivescovo di Canterbury Justin Welby". Una congiunta azione per la tutela di innumerevoli famiglie sull'orlo del baratro.


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