lunedì, ottobre 31, 2016
Non esistono accordi di scambio informazioni tra Roma e Berna e così migliaia di italiani fuggono al fisco.

WSI - Alla faccia della voluntary disclosure, la procedura per l’emersione dei capitali detenuti illegalmente all’estero, riproposta con la nuova legge di stabilità 2017: sempre più italiani decidono di mettere i loro f in cassette di sicurezza anonime in Svizzera. A renderlo noto un’indagine di Repubblica che giunta a Lugano ha provato ad affittare una di queste cassette “a prova d’erario”. Contattando la Helvetic Securgest che affitta 900 cassette. "Quelle piccole da 6 cm x 30 x 48 vanno bene per gioielli, soldi e orologi e costano 825 euro l’anno. Le grandi 2.750 (…) c’ è la sorveglianza 24 ore su 24 (…) non c’ è bisogno di aprire un conto corrente. C’ è solo un contratto d’ affitto, come prendere un box dove parcheggiare i mobili".

La differenza con le banche svizzere? "Loro sono vincolate agli accordi di scambio informazioni tra Roma e Berna. E sono soggette a un’autorità di vigilanza. (..) Io no. Niente polizia, niente magistrati, zero controlli (…) Vietato depositare cose illegali! (…) droga, esplosivi e oggetti deperibili. Il resto tutto ok, anche una pistola. I suoi soldi qui sono sicuri, altro che le cassette in Italia!".

Paolo Bernasconi, avvocato ed ex-procuratore assicura sulla veridicità di questa nuova pratica di cui approfittano sempre più evasori tricolori. "È tutto vero: queste realtà non sono sottoposte ad alcuna vigilanza – spiega – Sono un approdo dove sono arrivati un sacco di soldi dall’ Italia". La polizia cantonale ha segnalato il buco, ma per Berna non ci sono rischi di terrorismo e riciclaggio. Pochi mesi fa l’impiegato di una di queste cassettopoli ha svuotato un po’ di depositi, convinto di farla franca. Il proprietario l’ha denunciato. Ma nessun cliente, guarda un po’, ha avuto il coraggio di dire quanto gli è stato portato via”.


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