martedì, settembre 06, 2016
Promuovere la cooperazione tra organizzazioni religiose internazionali, forze dell’ordine e Ong per contrastare il fenomeno della tratta di esseri umani in Africa.

Radio Vaticana - E’ questo l’obiettivo della Conferenza internazionale sulla tratta di persone in Africa e provenienti dall’Africa, apertasi oggi ad Abuja – in Nigeria - e organizzata dal Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti insieme con Caritas Internationalis. Il servizio di Amedeo Lomonaco: ascolta

Adulti e bambini in fuga da conflitti, povertà e persecuzioni che affliggono l’Africa. E’ questo il vulnerabile e spesso indifeso popolo composto da migliaia di persone, spinte dalla disperazione e dalla speranza di un futuro migliore, che rischiano di diventare vittime dei trafficanti.

Per individuare, tra l’altro, strategie di prevenzione contro il dramma della tratta di esseri umani si è aperta stamani ad Abujia, in Nigeria, la Conferenza internazionale incentrata sul tema “Una sola famiglia umana, una sola voce: no alla tratta”. L’iniziativa ha anche lo scopo di condividere esperienze di organizzazioni e di realtà impegnate in azioni di contrasto contro la tratta di esseri umani. Si vuole inoltre offrire aiuto alle vittime sostenendo anche l’attuazione delle convenzioni e delle legislazioni anti tratta. Dalla Conferenza di Abuja si leva una sola voce contro la tratta, un coro di speranza che coinvolge tutti coloro che sono impegnati nell’arginare e prevenire questa piaga.

Sul dramma della tratta di persone in Africa, al centro della Conferenza internazionale apertasi oggi ad Abuja, Linda Bordoni ha intervistato padre Pierre Cibambo, assistente ecclesiastico di Caritas Internationalis e responsabile per il settore Africa: ascolta

R. - This is an important issue. Caritas Internationalis and the Pontifical Council of pastoral care for migrants … Questo è un argomento importante. La Caritas Internazionalis e il Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti sono insieme gli organizzatori di questa Conferenza internazionale, ospitata da Caritas Nigeria. Vogliamo risvegliare la consapevolezza e dare speranza alle persone prigioniere di questa tragedia di schiavitù moderna. Noi vogliamo dare il nostro contributo alla lotta al traffico di persone umane ed è bene, per questo, averlo organizzato in Nigeria: questo è un Paese in cui tale fenomeno rappresenta un problema reale. Ma devo dire che non solo la Nigeria, ma tutta l’Africa è coinvolta. La nostra intenzione era quella di riunire persone in grado di prendere iniziative che vengano da Chiese, organizzazioni religiose, capi e funzionari impegnati nella lotta al traffico delle persone umane nell’intero Continente africano. Sicuramente la Nigeria – ripeto - è un Paese colpito da questo fenomeno, attualmente, è diffuso nella maggior parte dei Paesi africani.

D. – In che modo le organizzazioni religiose possono contribuire a risvegliare la consapevolezza e favorire la ricerca di soluzioni?

R. – It is all about coming together, analyzing, sharing, engaging together, mobilizing resources … Lo scopo è riunirsi, analizzare il fenomeno, condividere, impegnarsi tutti, mobilitare risorse per lottare contro questa che Papa Francesco ha definito una “schiavitù moderna”.


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