venerdì, maggio 13, 2016
Un'ottima accoglienza, con tanti applausi alla fine; circa 10 minuti, al termine della proiezione di "Fai bei Sogni" di Marco Bellocchio che ha aperto questa sera la quinzaine des realizateurs.

Il pubblico ha calorosamente  battuto le mani
sul ritmo del twist che chiude il film con Valerio Mastandrea, Berenice Beyo e Barbara Ronchi. Il film è tratto dal bestseller di Massimo Gramellini. "Da I Pugni in Tasca in cui ammazzavo mia madre sono arrivato a ricordarla e rimpiangerla", ha detto il regista italiano. La trama del film è genuina, va dritta al cuore dello spettatore, senza intermediari scenici o giochi pirotecnici.

C'è la rappresentazione del lutto infinito per una madre troppo malinconica che se n'è andata troppo presto lasciando sgomento un bambino di nove anni. Niente di inventato dunque; è ciò che è accaduto davvero la mattina del 31 dicembre 1969 a Massimo Gramellini, il noto giornalista della Stampa di Torino e ospite fisso di "Che tempo che" fa su Rai3 condotto da Fabio Fazio. Insomma una storia vera di un bambino di nove anni pieno di sensibilità che non si dà ragione di questa scomparsa.

Lo strazio della perdita nel racconto di Bellocchio attraversa circa trent'anni, tra sequenze di Massimo, prima bambino e poi adolescente (Nicolò Cabras e Dario Del Piero) e poi da adulto giornalista (Valerio Mastandrea). Un uomo, comunque, segnato da quel lutto misterioso pieno di attacchi di ansia e insicurezze.

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