lunedì, maggio 11, 2015
Una lunga stretta di mano e scambi di doni significativi in relazione ai temi della povertà e dell’immigrazione.

Radio Vaticana - Questi i momenti forti dell’incontro di questa mattina in Vaticano tra Papa Francesco e il presidente della Repubblica di Cuba, Raùl Castro Ruz. Il colloquio è avvenuto a pochi mesi dal viaggio del Papa a Cuba, previsto per il prossimo settembre. Poi nelle dichiarazioni ai giornalisti, Castro ha avuto parole di particolare apprezzamento nei confronti di Francesco e ha promesso di partecipare a tutte le Messe che il Papa celebrerà a Cuba. Il servizio di Michele Raviart: ascolta

Un’ora di colloquio strettamente privato, in cui il presidente cubano Raul Castro ha ringraziato Papa Francesco per il suo ruolo attivo nel miglioramento delle relazioni diplomatiche tra Cuba e gli Stati Uniti. E’ stata una visita molto cordiale, che si è svolta nello studio papale dell’Aula Paolo VI, dove Raul Castro ha portato i sentimenti del popolo cubano in vista dell’imminente viaggio apostolico nell’isola caraibica.

Il presidente Castro ha poi donato a Francesco una medaglia commemorativa dei 200 anni della cattedrale di L'Avana e un quadro dell’artista cubano Kcho, ispirato alla tragedia dei migranti e al viaggio del Papa a Lampedusa nel 2013. Nel dipinto è infatti rappresentata una grande croce composta da relitti di barconi sovrapposti, davanti alla quale vi è un migrante in preghiera. Il Papa, da parte sua, ha regalato una copia dell'Evangelii Gaudium e un grande medaglione raffigurante San Martino nell’atto di coprire un povero col mantello. Un oggetto che Papa Francesco ha donato particolarmente volentieri, ha spiegato, “perchè ricorda non solo l'impegno per aiutare e proteggere i poveri, ma ne promuove attivamente la dignità”.

Raul Castro, dopo il successivo incontro con il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, ha poi elogiato Francesco: “Sono rimasto molto colpito dalla saggezza e modestia del Papa. Leggo tutti i suoi discorsi. Se il Papa continuerà così, anche io che sono comunista tornerò alla Chiesa Cattolica e ricomincerò a pregare”. Inoltre, ha promesso: "Quando il Papa visiterà Cuba assisterò a tutte le messe che celebrerà”. Sempre parlando ai giornalisti, su Cuba e sui suoi rapporti con gli Stati Uniti, ha affermato: “Non avremmo mai dovuto essere inseriti nella lista dei Paesi terroristi”. L’auspicio del presidente è di uscire entro maggio dalla blacklist, in cui l’isola si trova dai tempi dall’ex presidente Usa Reagan.

Ad accogliere il presidente cubano in Vaticano c'erano mons. Gaenswein, prefetto della Casa Pontificia, mons. Becciu, sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato e mons. Gallagher, segretario per i rapporti con gli Stati. Alla delegazione cubana hanno invece preso parte una decina di personalità, fra cui il vicepresidente del Consiglio dei ministri, il ministro degli Esteri e l’ambasciatore presso la Santa Sede.


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