Dio riconosce la dignità e la nobiltà di un “figlio amato” in chi il mondo rigetta “come inutile”. Papa Francesco ha ribadito un pensiero a lui caro nel ricevere in udienza, nel Palazzo apostolico, un gruppo appartenente all’opera “Notre-Dame des Sans-Abri”, che si occupa di dare accoglienza ai senzatetto. Il servizio di Alessandro De Carolis: ascolta
Radio Vaticana - Forse a Colei che la venerazione e l’amore hanno ricoperto di titoli spiritualmente alti e profondissimi sarà particolarmente caro questo così concreto, intriso di umanità e pietà genuina, che caro lo è certamente per Papa Francesco: “Nostra Signora dei senzatetto”. Perché questo fu il nome che un professore francese di letteratura vissuto nel Novecento, Gabriel Rosset, scelse per denominare l’opera di assistenza da lui fondata e cui si dedicò per la vita accanto alla professione di insegnante.
Un’opera che apre la braccia a chi spesso il resto del mondo le chiude e che Papa Francesco accoglie con calore speciale nel riceverne una delegazione nella Sala del Concistoro. “Vorrei che sappiate quanto apprezzo – così inizia subito il discorso – il vostro impegno nei confronti dei più poveri, delle persone che la società rifiuta, che non hanno un tetto, né qualcosa per sfamarsi, sono senza lavoro e perciò senza dignità”
“Il mondo attuale ha urgente bisogno di tale testimonianza di misericordia divina. Nel momento in cui oggi la persona umana è spesso rigettata come inutile perché non rende più, Dio, al contrario, riconosce sempre in essa la dignità e la nobiltà di un figlio amato; essa ha un posto privilegiato nel suo cuore. Il povero è il preferito del Signore, è al il centro del Vangelo”.
Gabriel Rosset “aveva ascoltato il grido dei poveri; era rimasto sconvolto di fronte alla sofferenza degli altri, e ha risposto con generosità”, ricorda il Papa, che evidenzia come l’appello di chi non ha nulla è lo stesso appello di Gesù sofferente e “nelle persone che voi servite – ripete Francesco – voi toccate le sue ferite e le curate”. I poveri permettono di incontrare Gesù, direttamente, “ci evangelizzano, ci evangelizzano sempre”, afferma il Papa:
“Vi ringrazio per questa testimonianza di misericordia che date con tante azioni concrete, gesti semplici e calorosi mediante i quali alleviate la miseria delle persone, dando loro anche una speranza nuova e restituendo loro dignità. Non c’è un mezzo più bello per annunciare oggi al mondo la gioia del Vangelo. L’opzione per gli ultimi, per quelli che la società rigetta e mette da parte è un segno che possiamo dare sempre, un segno che rende efficacemente testimonianza a Cristo morto e risorto. E’ un segno sacramentale”.
L’ultimo pensiero di Papa Francesco è per quel “Nostra Signora dei senzatetto”, oasi di accoglienza tra le sabbie della cultura dello scarto:
“Che bel nome! La Madre di Gesù che dà un tetto ai suoi figli! La dimensione mariana del vostro impegno per gli altri mi sembra essenziale. Il Cuore di Maria è pieno di compassione per tutti gli uomini, soprattutto per i più poveri e svantaggiati, quelli che ne hanno più bisogno; ed è la sua tenerezza materna – insieme a quella della Chiesa – che si manifesta attraverso di voi”.
Radio Vaticana - Forse a Colei che la venerazione e l’amore hanno ricoperto di titoli spiritualmente alti e profondissimi sarà particolarmente caro questo così concreto, intriso di umanità e pietà genuina, che caro lo è certamente per Papa Francesco: “Nostra Signora dei senzatetto”. Perché questo fu il nome che un professore francese di letteratura vissuto nel Novecento, Gabriel Rosset, scelse per denominare l’opera di assistenza da lui fondata e cui si dedicò per la vita accanto alla professione di insegnante.
Un’opera che apre la braccia a chi spesso il resto del mondo le chiude e che Papa Francesco accoglie con calore speciale nel riceverne una delegazione nella Sala del Concistoro. “Vorrei che sappiate quanto apprezzo – così inizia subito il discorso – il vostro impegno nei confronti dei più poveri, delle persone che la società rifiuta, che non hanno un tetto, né qualcosa per sfamarsi, sono senza lavoro e perciò senza dignità”
“Il mondo attuale ha urgente bisogno di tale testimonianza di misericordia divina. Nel momento in cui oggi la persona umana è spesso rigettata come inutile perché non rende più, Dio, al contrario, riconosce sempre in essa la dignità e la nobiltà di un figlio amato; essa ha un posto privilegiato nel suo cuore. Il povero è il preferito del Signore, è al il centro del Vangelo”.
Gabriel Rosset “aveva ascoltato il grido dei poveri; era rimasto sconvolto di fronte alla sofferenza degli altri, e ha risposto con generosità”, ricorda il Papa, che evidenzia come l’appello di chi non ha nulla è lo stesso appello di Gesù sofferente e “nelle persone che voi servite – ripete Francesco – voi toccate le sue ferite e le curate”. I poveri permettono di incontrare Gesù, direttamente, “ci evangelizzano, ci evangelizzano sempre”, afferma il Papa:
“Vi ringrazio per questa testimonianza di misericordia che date con tante azioni concrete, gesti semplici e calorosi mediante i quali alleviate la miseria delle persone, dando loro anche una speranza nuova e restituendo loro dignità. Non c’è un mezzo più bello per annunciare oggi al mondo la gioia del Vangelo. L’opzione per gli ultimi, per quelli che la società rigetta e mette da parte è un segno che possiamo dare sempre, un segno che rende efficacemente testimonianza a Cristo morto e risorto. E’ un segno sacramentale”.
L’ultimo pensiero di Papa Francesco è per quel “Nostra Signora dei senzatetto”, oasi di accoglienza tra le sabbie della cultura dello scarto:
“Che bel nome! La Madre di Gesù che dà un tetto ai suoi figli! La dimensione mariana del vostro impegno per gli altri mi sembra essenziale. Il Cuore di Maria è pieno di compassione per tutti gli uomini, soprattutto per i più poveri e svantaggiati, quelli che ne hanno più bisogno; ed è la sua tenerezza materna – insieme a quella della Chiesa – che si manifesta attraverso di voi”.
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