venerdì, marzo 21, 2014
Il relatore italiano Fidanza: «E’ una tappa cruciale per lo sviluppo dei carburanti di sostituzione»  

GreenReport - Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno concluso un accordo per «accrescere il ricorso ai carburanti alternativi nei trasporti». I Paesi dell’Ue dovranno assicurare che sul loro territorio ci siano abbastanza stazioni di ricarica e punti di rifornimento, per permettere ad auto, camion e navi di utilizzare carburanti alternativi, quali l’elettricità e il gas naturale, per spostarsi liberamente sulle strade e lungo le vie navigabili europee. Secondo il relatore, l’italiano Carlo Fidanza, capogruppo di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, dove fa parte del gruppo del Ppe, «è una tappa cruciale per lo sviluppo dei carburanti di sostituzione. Si tratta di un accordo equilibrato, sia ambizioso che realistico, per trasformare questa direttiva in uno strumento appropriato, creare delle opportunità economiche e, infine, fornire agli operatori ed ai produttori una certezza giuridica».

Le nuove disposizioni dell’Ue cercano di ridurre la dipendenza dei trasporti dalle energie fossili, evitando così altri impatti sul clima, e costringeranno gli Stati membri a sviluppare le infrastrutture necessarie all’utilizzo dei carburanti alternativi.

In una nota dell’Europarlamento si legge che «i Paesi dell’Ue dovranno stabilire dei progetti e degli obiettivi nazionali che includano il numero di stazioni di ricarica e dei punti di rifornimento da istallare, per fare in modo che le auto elettriche e le auto che funzionano a gas naturale compresso (Gnc) possano circolare liberamente nelle città europee. I progetti e gli obiettivi nazionali dovranno assicurarsi che le auto elettriche e funzionanti a gas naturale compresso possano spostarsi liberamente nelle città e nelle zone urbane entro il 2020; che i camion e le auto che vanno a gas naturale liquefatto (Gnl) o a Gnc possano circolare liberamente sulla rete centrale TEN-T entro la fine del 2025; e che le navi alimentate a Gnl possano spostarsi tra i porti della rete TEN-T prima della fine del 2025 e nei porti della navigazione interna della rete TEN-T entro il 2030. Gli Stati membri che opteranno per includere le stazioni di ricarica ad idrogeno nei loro progetti nazionali dovranno garantire che queste stazioni siano disponibili a sufficienza per assicurare una circolazione fluida entro il 2025».

I piani non dovranno comportare costi supplementari per i bilanci degli Stati membri, però potranno includere misure di incentivazione e politiche favorevoli per i permessi di costruzione, per i parcheggi, le concessioni per le stazioni di rifornimento. La nota conclude che «Questi piani e queste norme comuni per gli impianti di ricarica ed I punti di rifornimento dovranno creare delle condizioni stabili ed garantire la sicurezza degli investimenti dei quali il settore privato ha bisogno per sviluppare queste infrastrutture».

L’accordo informale deve essere ancora approvato dalla Commissione trasporti, dal Parlamento europeo in plenaria nella sessione di aprile e poi dal Consiglio dell’Ue.


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