lunedì, giugno 24, 2013
E’ questo il titolo scelto per il Documento preparatorio alla 47^ Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, che si terrà a Torino tra il 12 e il 15 settembre 2013. Di questo mese la stampa del documento, a cura delle edizioni Paoline.

di Bartolo Salone

Particolarmente significativo, nell’attuale contesto socio-politico, è il tema proposto per la prossima Settimana Sociale: l’istituto familiare sta attraversando, infatti, un momento di grave difficoltà, sia per la carenza di serie politiche pubbliche di sostegno sia per l’alto tasso di dissoluzione dei matrimoni sia ancora per la crisi economica in atto. Per non parlare dei sospetti e dei pregiudizi ideologici veicolati da certa cultura laicista che vede nella famiglia un luogo di oppressione e di alienazione piuttosto che un fattore di crescita personale e di sviluppo socio-economico. La situazione, sul piano precipuamente culturale, è aggravata altresì dai rapporti di pericolosa contiguità - se non di vera e propria alleanza - tra siffatta cultura “liberal” e la sempre più influente cultura “gender”, la quale contesta la famiglia nel suo stesso fondamento naturale, vale a dire l’unione coniugale tra un uomo e una donna.

Il documento preparatorio alla 47^ Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, curato dal Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali, come da tradizione fissa con alcuni mesi di anticipo rispetto all’evento gli itinerari di riflessione su cui si articolerà il lavoro di ricerca e di approfondimento in ordine alla tematica proposta. Questo tempo preparatorio serve altresì al Comitato organizzatore per acquisire proposte, contributi ed esperienze da parte di famiglie, gruppi, associazioni e movimenti. A tal fine, queste realtà sono invitate ad esprimere il loro parere e a partecipare al dibattito on-line attraverso l’indirizzo di posta elettronica settimanesociali@chiesacattolica.it. Come nello stile delle Settimane Sociali, inoltre, le tematiche proposte vengono esaminate principalmente sotto un profilo sociale, economico, politico e antropologico, nella cornice della dottrina sociale della Chiesa. La finalità della Settimana Sociale, infatti, è quella di stimolare il dibattito pubblico su questioni di particolare importanza per tutta la società civile, conducendo a proposte operative destinate ad essere compendiate in un documento conclusivo al termine della Settimana.

Il Documento preparatorio è articolato in tre parti che individuano le tre grandi aree tematiche della ormai prossima Settimana Sociale: la struttura profonda della famiglia, al cui centro stanno la persona e la sacralità della vita umana (1^ parte); il legame tra la famiglia e la società, di cui la prima rappresenta la cellula fondamentale (2^ parte); l’intreccio strettissimo tra la famiglia e le dimensioni del lavoro e dell’economia (3^ parte). Una attenzione speciale viene riservata alla posizione di primordine che la famiglia riveste all’interno della Costituzione italiana e in particolare alla concezione “sussidiaria” che ne emerge nei rapporti tra la famiglia e lo Stato, con tutto ciò che ne deriva in termini di libertà di educazione e scolastica nonché di politiche di welfare e fiscali. Sotto il profilo più squisitamente sociale, si suggerisce inoltre di riflettere sul contributo che la famiglia può dare, ove opportunamente valorizzata, nel risolvere la gravissima crisi economica che attanaglia il nostro Paese, contribuendo ad eliminarne le cause o a mitigarne gli effetti. Non si omettono, infine, di considerare le problematiche legate al diritto alla casa, alla crescente mobilità del lavoro e all’integrazione delle famiglie di immigrati.

Decisamente stimolanti e di enorme attualità sono dunque i temi posti sul tappeto. La riuscita della Settimana Sociale dipende però non solo dalla bravura del Comitato organizzatore e dalla autorevolezza delle personalità pubbliche che saranno presenti a Torino dal 12 al 15 settembre, ma anche dal contributo di suggerimenti e di esperienze che come famiglie, gruppi, associazioni e movimenti possiamo dare in questa fase preparatoria e dall’attenzione con cui i lavori della Settimana saranno seguiti dai cittadini e dai media. Solo se questa Settimana Sociale sarà vissuta come un evento di popolo, conformemente al suo significato più autentico, potrà infatti dirsi raggiunto il suo scopo, altrimenti sarà condannata, come tante altre iniziative organizzate in ambito cattolico, ad un destino di sostanziale insignificanza. Un rischio che, su questioni tanto delicate, non possiamo davvero permetterci di correre.

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