domenica, febbraio 10, 2013
Mario Monti si esprime sulle tentazioni di un voto disgiunto, mentre Bersani vuole smascherare "il giaguaro" e definisce l'accordo di Monti sul bilancio in Unione Europea una "vittoria di Pirro"

di Chiara Bartoli

In Lombardia, dove si terranno anche le elezioni per il nuovo governatore, serpeggia la simpatia da parte dei candidati di Monti per un "voto utile" a sinistra, con l'evidente rischio, però, di frammentare il fronte centrista. A tal proposito il leader di Scelta Civica si è detto contro "le alchimie elettorali" e "i giochetti dell'urna", sottolineando il fatto che il suo candidato sia Gabriele Albertini e non Umberto Ambrosoli. Per quest'ultimo, infatti, si erano schierati nei giorni scorsi Ilaria Borletti Buitoni, candidata capolista in Lombardia per Scelta Civica, e Lorenzo Dellai, Candidato alla Camera in Trentino Alto Adige. Monti ha affermato: "Non condivido la logica del cosiddetto voto utile o inutile e quindi auspico che coloro che voteranno Scelta Civica alla Camera e Senato votino Albertini" in quanto "questo è un disegno coerente e che dà la maggiore speranza di avere una forte voce per il nostro raggruppamento riformatore nel Parlamento italiano e di non avere la Lega al governo della Lombardia".

"Siamo un gruppo di persone per fortuna con la propria testa", ha inoltre aggiunto Monti, che continua affermando che "se qualcuno vuole conoscere il mio parere é il seguente: esiste indubbiamente un pericolo Maroni in Lombardia ed è stato molto coraggioso Albertini a mantenere la propria candidatura per la presidenza della Regione, malgrado le fortissime pressioni di Berlusconi perché si ritirasse. Credo che Albertini tolga più voti a destra che a sinistra - continua Monti - e che aiuti ad impedire che la civilissima Lombardia finisca nelle mani di Maroni. In più Albertini ha una esperienza amministrativa e politica sicuramente superiore a quella di Ambrosoli che è certamente persona apprezzabile e apprezzata". Monti ha concluso le sue affermazioni sul "voto utile" affermando che "votare, ciascuno può farlo come crede; quanto a pronunciarsi lo possono fare a titolo personale se ritengono che la loro posizione possa illuminare altre persone; ma se qualcuno vuole conoscere la posizione del responsabile di questo movimento politico questa è la posizione che ho enunciato".

Pier Luigi Bersani, leader del Pd, ha aperto il convegno 'Renaissance for Europe', che si è svolto a Torino, affermando che "smaschereremo il giaguaro". A chi si riferisce il candidato premier del centrosinistra durante il vertice dei progressisti europei? A Silvio Berlusconi, candidato premier del Pdl, che Bersani si sente in dovere di battere "un po' per me e un po' per voi", come lui stesso ha affermato. "La destra esiste, ma noi la battiamo", ha inoltre aggiunto in chiusura dell'incontro il segretario del Pd, che si ripromette per i prossimi giorni di girare l'Italia "in tutti i posti" e di cercare "di risvegliare il popolo delle primarie".

"Nell'approvazione del bilancio Ue c'é stata una discussione che non ha mostrato la consapevolezza che il problema della regressione del disegno europeo, innescato dalle destre, è ancora in movimento" dichiara inoltre Bersani, che tira in ballo anche Mario Monti, definendo l'accordo sul bilancio europeo "una vittoria di Pirro se alla fine di una riunione del genere festeggia Cameron". Seppure "il profilo di serietà recuperato con Monti è un punto di non ritorno, però non basta. Ci vuole un po' di equità e lavoro". Monti replica così al leader del Pd: "E' un po' infantile parlare di vittoria di Pirro (riguardo alle parole di Cameron, ndr), è chiaro che ognuno ha interesse a rivendicare una vittoria nel proprio Paese”.

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