Alla Repubblica Slovacca vietato apporre l’immagine sulla moneta da due euro?
Ogni stato europeo, sulla faccia riservata alla propria nazionalità, può rappresentare un’effigie commemorativa. Tutti i paesi aderenti all’Unione Europea hanno selezionato liberamente i personaggi o i momenti legati all’arte, alla cultura o alla storia nazionale. Ad esempio, la Francia ha scelto per il 2013 di ricordare il 50º anniversario della firma del Trattato dell'Eliseo e l’Italia il 700° anniversario della nascita di Giovanni Boccaccio. Allora alcuni mesi fa il governo slovacco presieduto dal premier di centrosinistra Robert Fico aveva presentato la sua richiesta per il 2013: il bozzetto rappresentava i due Santi Cirillo e Metodio, compatroni dell’Europa insieme a San Benedetto da Norcia, venerati in molti paesi slavi. Tuttavia, Bruxelles aveva subito fatto sapere che non si poteva. Perché no? I due Santi sono meno importanti delle due anatre in volo della Finlandia, della civetta della Grecia o dell’Idolo di Pomos di Cipro (effigi stampate sulle rispettive monete da un euro)? Niente di tutto questo, c’era da aspettarselo: i santi sono stati giudicati lesivi della "neutralità religiosa". In particolare sono stati giudicati intollerabili non i due predicatori ma le aureole intorno al loro capo e la croce.
Solita vecchia storia, l’ostilità alle radici cristiane è un tratto distintivo delle istituzioni europee, preoccupate spesso a non urtare la sensibilità religiosa di una società multietnica ma disattenta alla sua stesse identità, alle sue radici, alla sua storia. I casi di discriminazione al rovescio sono tanti e oggi la Chiesa è attaccata dalle politiche europee che tentano di cancellare le sue opere e di mettere in discussione il senso della famiglia. E addirittura due anni fa, in questi stessi giorni, venne fatto stampare in 3 milioni di copie un calendarietto indirizzato alle scuole secondarie: erano rappresentate tutte le festività ebraiche, indù sikh e musulmane, ma arrivati al 25 dicembre, la sezione era vuota! La festività natalizia dei cristiani veniva indicata con una laconica “festa della stagione” (il pittoresco’ “Season's greetings”). Ebbene, la storia europea è stata contraddistinta da una sequela di queste ‘sviste’, che via via moltiplicandosi sono diventate vere e proprie imposizioni, divieti, emanazioni di ‘linee guida’ che affermano e diffondono un pensiero ateo, individualista e relativista, in contrasto con la cultura cristiana che ha fatto grande l’Europa.
Insomma, cancellando le aureole e la croce il conio sarebbe stato autorizzato. La Slovacchia non è però indietreggiata di un solo passo: ne è nata una querelle durissima durata tre mesi. Alla fine, è notizia di questi giorni, l’ha spuntata la Slovacchia. Si farà come è stato inizialmente proposto: i due santi, venerati da tutti i popoli slavi, anello di congiunzione tra tutta la cristianità di oriente ed occidente, hanno acquisito cittadinanza europea e potranno essere così raffigurati con le aureole e la doppia croce, o croce patriarcale, che è il simbolo della Slovacchia.
Ed allora? Ora tocca a noi: propongo una moneta italiana da 2 euro con i nostri santi Francesco e Caterina, molto meglio dell’uomo Vitruviano… ma prima di arrivare a Bruxelles, riuscirebbe a trovare consenso nel nostro Parlamento nazionale?
di Patrizio Ricci
Ogni stato europeo, sulla faccia riservata alla propria nazionalità, può rappresentare un’effigie commemorativa. Tutti i paesi aderenti all’Unione Europea hanno selezionato liberamente i personaggi o i momenti legati all’arte, alla cultura o alla storia nazionale. Ad esempio, la Francia ha scelto per il 2013 di ricordare il 50º anniversario della firma del Trattato dell'Eliseo e l’Italia il 700° anniversario della nascita di Giovanni Boccaccio. Allora alcuni mesi fa il governo slovacco presieduto dal premier di centrosinistra Robert Fico aveva presentato la sua richiesta per il 2013: il bozzetto rappresentava i due Santi Cirillo e Metodio, compatroni dell’Europa insieme a San Benedetto da Norcia, venerati in molti paesi slavi. Tuttavia, Bruxelles aveva subito fatto sapere che non si poteva. Perché no? I due Santi sono meno importanti delle due anatre in volo della Finlandia, della civetta della Grecia o dell’Idolo di Pomos di Cipro (effigi stampate sulle rispettive monete da un euro)? Niente di tutto questo, c’era da aspettarselo: i santi sono stati giudicati lesivi della "neutralità religiosa". In particolare sono stati giudicati intollerabili non i due predicatori ma le aureole intorno al loro capo e la croce.
Solita vecchia storia, l’ostilità alle radici cristiane è un tratto distintivo delle istituzioni europee, preoccupate spesso a non urtare la sensibilità religiosa di una società multietnica ma disattenta alla sua stesse identità, alle sue radici, alla sua storia. I casi di discriminazione al rovescio sono tanti e oggi la Chiesa è attaccata dalle politiche europee che tentano di cancellare le sue opere e di mettere in discussione il senso della famiglia. E addirittura due anni fa, in questi stessi giorni, venne fatto stampare in 3 milioni di copie un calendarietto indirizzato alle scuole secondarie: erano rappresentate tutte le festività ebraiche, indù sikh e musulmane, ma arrivati al 25 dicembre, la sezione era vuota! La festività natalizia dei cristiani veniva indicata con una laconica “festa della stagione” (il pittoresco’ “Season's greetings”). Ebbene, la storia europea è stata contraddistinta da una sequela di queste ‘sviste’, che via via moltiplicandosi sono diventate vere e proprie imposizioni, divieti, emanazioni di ‘linee guida’ che affermano e diffondono un pensiero ateo, individualista e relativista, in contrasto con la cultura cristiana che ha fatto grande l’Europa.
Insomma, cancellando le aureole e la croce il conio sarebbe stato autorizzato. La Slovacchia non è però indietreggiata di un solo passo: ne è nata una querelle durissima durata tre mesi. Alla fine, è notizia di questi giorni, l’ha spuntata la Slovacchia. Si farà come è stato inizialmente proposto: i due santi, venerati da tutti i popoli slavi, anello di congiunzione tra tutta la cristianità di oriente ed occidente, hanno acquisito cittadinanza europea e potranno essere così raffigurati con le aureole e la doppia croce, o croce patriarcale, che è il simbolo della Slovacchia.
Ed allora? Ora tocca a noi: propongo una moneta italiana da 2 euro con i nostri santi Francesco e Caterina, molto meglio dell’uomo Vitruviano… ma prima di arrivare a Bruxelles, riuscirebbe a trovare consenso nel nostro Parlamento nazionale?
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