domenica, novembre 11, 2012
Benedetto XVI evidenzia due aspetti che danno rilievo alla musica sacra: "coopera a nutrire ed esprimere la fede, e quindi alla gloria di Dio e alla santificazione dei fedeli" e può "favorire la riscoperta di Dio, un rinnovato accostamento al messaggio cristiano".

Asianews - La musica sacra "non è un abbellimento della liturgia, è essa stessa liturgia" ed è uno strumento che può aiutare a nuova evangelizzazione, in quanto "può avere e di fatto ha un compito rilevante, per favorire la riscoperta di Dio, un rinnovato accostamento al messaggio cristiano e ai misteri della fede". Benedetto XVI, notoriamente molto attento alla liturgia e amante della musica - suona anche il piano - ha colto l'occasione dell'incontro di questa mattina con i partecipanti a un incontro promosso dall'Associazione italiana Santa Cecilia per evidenziare ruolo e compiti della musica sacra, sottolineando anche "la grande tradizione" del canto gregorino e della polifonia. "Se infatti sempre la fede nasce dall'ascolto della Parola di Dio - un ascolto naturalmente non solo dei sensi, ma che dai sensi passa alla mente ed al cuore - non c'è dubbio che la musica e soprattutto il canto può conferire alla recita dei salmi e dei cantici biblici maggiore forza comunicativa".

Il Papa ha evidenziato due aspetti che danno rilievo alla musica sacra. In primo luogo, come dice la Costituzione Sacrosanctum Concilium, in linea con la tradizione della Chiesa, «il canto sacro, unito alle parole, è parte necessaria ed integrante della liturgia solenne» (n. 112). "Perché «necessaria ed integrante»? Non certo per motivi estetici, ma perché coopera a nutrire ed esprimere la fede, e quindi alla gloria di Dio e alla santificazione dei fedeli, che sono il fine della musica sacra (cfr ibid.). Proprio per questo vorrei ringraziarvi per il prezioso servizio che prestate: la musica che eseguite non è un accessorio o un abbellimento della liturgia, ma è essa stessa liturgia. Voi aiutate l'intera Assemblea a lodare Dio, a far scendere nel profondo del cuore la sua Parola: con il canto voi pregate e fate pregare, e partecipate al canto e alla preghiera della liturgia che abbraccia l'intera creazione nel glorificare il Creatore".

"Il secondo aspetto che propongo alla vostra riflessione è il rapporto tra il canto sacro e la nuova evangelizzazione. La Costituzione conciliare sulla liturgia ricorda l'importanza della musica sacra nella missione ad gentes ed esorta a valorizzare le tradizioni musicali dei popoli (cfr n. 119). Ma anche nei Paesi di antica evangelizzazione, come l'Italia, la musica sacra può avere e di fatto ha un compito rilevante, per favorire la riscoperta di Dio, un rinnovato accostamento al messaggio cristiano e ai misteri della fede. Pensiamo alla celebre esperienza di Paul Claudel, che si convertì ascoltando il canto del Magnificat durante i Vespri di Natale nella Cattedrale di Notre-Dame a Parigi: «In quel momento - egli scrive - capitò l'evento che domina tutta la mia vita. In un istante il mio cuore fu toccato e io credetti. Credetti con una forza di adesione così grande, con un tale innalzamento di tutto il mio essere, con una convinzione così potente, in una certezza che non lasciava posto a nessuna specie di dubbio che, dopo di allora, nessun ragionamento, nessuna circostanza della mia vita agitata hanno potuto scuotere la mia fede né toccarla». Ma, senza scomodare personaggi illustri, pensiamo a quante persone sono state toccate nel profondo dell'animo ascoltando musica sacra; e ancora di più a quanti si sono sentiti nuovamente attirati verso Dio dalla bellezza della musica liturgica come Claudel. E qui, cari amici, voi avete un ruolo importante: impegnatevi a migliorare la qualità del canto liturgico, senza aver timore di recuperare e valorizzare la grande tradizione musicale della Chiesa, che nel gregoriano e nella polifonia ha due delle espressioni più alte, come afferma lo stesso Vaticano II (cfr Sacrosanctum Concilium, 116). E vorrei sottolineare che la partecipazione attiva dell'intero Popolo di Dio alla liturgia non consiste solo nel parlare, ma anche nell'ascoltare, nell'accogliere con i sensi e con lo spirito la Parola, e questo vale anche per la musica liturgica. Voi, che avete il dono del canto, potete far cantare il cuore di tante persone nelle celebrazioni liturgiche".

Con l'auspicio che "la musica liturgica tenda sempre più in alto, per lodare degnamente il Signore e per mostrare come la Chiesa sia il luogo in cui la bellezza è di casa".

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