La violenza, strumento dell'anticristo, disumanizza l'umanità.
Gesù inaugura il nuovo culto dell'amore
Gesù inaugura il nuovo culto dell'amore
All'Angelus Benedetto XVI spiega che Gesù non è un politico rivoluzionario. Il suo zelo non è simile a quello degli zeloti, ma è quello "dell'amore che paga di persona". Con la Pasqua Gesù inaugura un nuovo culto, quello dell'amore, e un nuovo tempio che è Lui stesso. Appello per la popolazione del Madagascar, colpita da cicloni e tempeste tropicali, che hanno fatto centinaia di vittime e oltre 300mila senzatetto.
Asianews - "La violenza è contraria al Regno di Dio, è uno strumento dell'anticristo. La violenza non serve mai all'umanità, ma la disumanizza"; "è impossibile interpretare Gesù come un violento": è quanto Benedetto XVI ha affermato oggi nel sua riflessione prima dell'Angelus con i pellegrini in piazza san Pietro, commentando il vangelo della terza domenica di Quaresima, che propone l'episodio della cacciata dei mercanti dal tempio di Gerusalemme (Giov. 2, 13-25).
In passato, diversi teologi hanno dedotto da questo fatto l'urgenza per i cristiani di impegnarsi in azioni rivoluzionarie violente.
"La cacciata dei venditori dal tempio - ha spiegato il papa - è stata anche interpretata in senso politico rivoluzionario, collocando Gesù nella linea del movimento degli zeloti. Questi erano, appunto, "zelanti" per la legge di Dio e pronti ad usare la violenza per farla rispettare. Ai tempi di Gesù attendevano un Messia che liberasse Israele dal dominio dei Romani. Ma Gesù deluse questa
attesa, tanto che alcuni discepoli lo abbandonarono e Giuda Iscariota addirittura lo tradì. In realtà, è impossibile interpretare Gesù come un violento: la violenza è contraria al Regno di Dio, è uno strumento dell'anticristo. La violenza non serve mai all'umanità, ma la disumanizza".
"Ascoltiamo allora - ha aggiunto - le parole che Gesù disse compiendo quel gesto: 'Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!'. E i discepoli allora si ricordarono che sta scritto in un Salmo: 'Mi divora lo zelo per la tua casa' (69,10). Questo salmo è un'invocazione di aiuto in una situazione di estremo pericolo a causa dell'odio dei nemici: la situazione che Gesù
vivrà nella sua passione. Lo zelo per il Padre e per la sua casa lo porterà fino alla croce: il suo è lo zelo dell'amore che paga di persona, non quello che vorrebbe servire Dio mediante la violenza. Infatti il 'segno' che Gesù darà come prova della sua autorità sarà proprio la sua morte e risurrezione. 'Distruggete questo tempio - disse - e in tre giorni lo farò risorgere'. E san
Giovanni annota: "'Egli parlava del tempio del suo corpo' (Gv 2,20-21). Con la Pasqua di Gesù inizia un nuovo culto, il culto dell'amore, e un nuovo tempio che è Lui stesso, Cristo risorto, mediante il quale ogni credente può adorare Dio Padre 'in spirito e verità' (Gv 4,23). Cari amici, lo Spirito Santo ha iniziato a costruire questo nuovo tempio nel grembo della Vergine Maria. Per sua intercessione, preghiamo perché ogni cristiano diventi pietra viva di questo edificio spirituale".
Dopo la preghiera mariana, Benedetto XVI ha lanciato un appello per la popolazione del Madagascar, colpita nelle ultime settimane dal ciclone Giovanna (13 febbraio) e dalla tempesta tropicale Irina (26 febbraio - 2 marzo) che ha fatto centinaia di vittime e ha distrutto le case di oltre 30mila persone. "Il mio pensiero - ha detto il papa - va anzitutto alle care popolazioni del Madagascar, che recentemente sono state colpite da violente calamità naturali, con gravi danni alle persone, alle strutture e alle coltivazioni. Mentre assicuro la mia preghiera per le vittime e per le famiglie maggiormente provate, auspico e incoraggio il generoso soccorso della comunità internazionale".
Asianews - "La violenza è contraria al Regno di Dio, è uno strumento dell'anticristo. La violenza non serve mai all'umanità, ma la disumanizza"; "è impossibile interpretare Gesù come un violento": è quanto Benedetto XVI ha affermato oggi nel sua riflessione prima dell'Angelus con i pellegrini in piazza san Pietro, commentando il vangelo della terza domenica di Quaresima, che propone l'episodio della cacciata dei mercanti dal tempio di Gerusalemme (Giov. 2, 13-25).In passato, diversi teologi hanno dedotto da questo fatto l'urgenza per i cristiani di impegnarsi in azioni rivoluzionarie violente.
"La cacciata dei venditori dal tempio - ha spiegato il papa - è stata anche interpretata in senso politico rivoluzionario, collocando Gesù nella linea del movimento degli zeloti. Questi erano, appunto, "zelanti" per la legge di Dio e pronti ad usare la violenza per farla rispettare. Ai tempi di Gesù attendevano un Messia che liberasse Israele dal dominio dei Romani. Ma Gesù deluse questa
attesa, tanto che alcuni discepoli lo abbandonarono e Giuda Iscariota addirittura lo tradì. In realtà, è impossibile interpretare Gesù come un violento: la violenza è contraria al Regno di Dio, è uno strumento dell'anticristo. La violenza non serve mai all'umanità, ma la disumanizza".
"Ascoltiamo allora - ha aggiunto - le parole che Gesù disse compiendo quel gesto: 'Portate via queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!'. E i discepoli allora si ricordarono che sta scritto in un Salmo: 'Mi divora lo zelo per la tua casa' (69,10). Questo salmo è un'invocazione di aiuto in una situazione di estremo pericolo a causa dell'odio dei nemici: la situazione che Gesù
vivrà nella sua passione. Lo zelo per il Padre e per la sua casa lo porterà fino alla croce: il suo è lo zelo dell'amore che paga di persona, non quello che vorrebbe servire Dio mediante la violenza. Infatti il 'segno' che Gesù darà come prova della sua autorità sarà proprio la sua morte e risurrezione. 'Distruggete questo tempio - disse - e in tre giorni lo farò risorgere'. E san
Giovanni annota: "'Egli parlava del tempio del suo corpo' (Gv 2,20-21). Con la Pasqua di Gesù inizia un nuovo culto, il culto dell'amore, e un nuovo tempio che è Lui stesso, Cristo risorto, mediante il quale ogni credente può adorare Dio Padre 'in spirito e verità' (Gv 4,23). Cari amici, lo Spirito Santo ha iniziato a costruire questo nuovo tempio nel grembo della Vergine Maria. Per sua intercessione, preghiamo perché ogni cristiano diventi pietra viva di questo edificio spirituale".
Dopo la preghiera mariana, Benedetto XVI ha lanciato un appello per la popolazione del Madagascar, colpita nelle ultime settimane dal ciclone Giovanna (13 febbraio) e dalla tempesta tropicale Irina (26 febbraio - 2 marzo) che ha fatto centinaia di vittime e ha distrutto le case di oltre 30mila persone. "Il mio pensiero - ha detto il papa - va anzitutto alle care popolazioni del Madagascar, che recentemente sono state colpite da violente calamità naturali, con gravi danni alle persone, alle strutture e alle coltivazioni. Mentre assicuro la mia preghiera per le vittime e per le famiglie maggiormente provate, auspico e incoraggio il generoso soccorso della comunità internazionale".
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