lunedì, febbraio 13, 2012
Il sindaco Ortelli: «Catastrofismo dei soloni dell'ambiente»

Greenreport - Anche al Giglio è arrivata la neve, un evento abbastanza straordinario per l'isola, che ha ricoperto non solo le colline e il magnifico borgo medievale di Giglio Castello ma anche le spiagge (nella foto di Claudia Tondo Giglio Campese), ed il forte vento e il mare mosso hanno nuovamente impedito di avviare le operazioni di allibo, cioè il trasferimento del carburante dalle cisterne della Costa Concordia, prima misura per evitare un possibile inquinamento.

L'agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat) ha reso noti i risultati dei campionamenti del 8 febbraio, ad eccezione delle analisi batteriologiche che hanno tempi di esecuzione più lunghi, e spiega che «A causa delle avverse condizioni del mare sono stati campionati soltanto due punti e solo per un ristretto numero di parametri. Idrocarburi, e tensioattivi sono inferiori alle soglie di rilevabilità analitica. Per altri parametri valori non dissimili da bianco. Test di tossicità negativi. Al momento non si riscontrano fenomeni significativi di inquinamento dell'acqua del mare».

A proposito di inquinamento, il sindaco del Giglio, Sergio Ortelli, ha nuovamente tuonato contro gli ambientalisti: «Il catastrofismo dei soloni dell'ambiente è ciò di cui il Giglio e la Costa d'Argento hanno meno bisogno in questo momento. Davanti a quella che ad oggi è ancora una tragedia - ha precisato il sindaco - bisogna mantenere un atteggiamento di profondo equilibrio e rispetto verso le persone colpite dal dramma della perdita e di pacato e moderato ottimismo verso la buona riuscita delle operazioni».

A quanto pare Ortelli ce l'aveva soprattutto con Mario Tozzi, l'ex presidente del Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano (che al Giglio ha pure casa) che aveva definito il carburante ancora dentro le cisterne e la sala macchine della Concordia «Un pericolo molto grave, in grado di uccidere l'Isola».

Intervistato sulla questione da Eco-radio, il responsabile isole minori di Legambiente, Umberto Mazzantini ha detto: «Non penso che il sindaco ce l'abbia con noi, ma comunque come "soloni" saremmo in buona compagnia, visto che sul rischio inquinamento abbiamo detto le stesse cose del ministro dell'ambiente Clini e del commissario Gabrielli. Ortelli farebbe bene a stare più attento a quello che dice: Solone, vissuto tra il 500 e 600 a.c. era uno dei 7 sapienti che diedero ad Atene la riforma legislativa dalla quale iniziò lo sviluppo della democrazia come oggi la conosciamo. Fu modello di equilibrio e saggezza. Fu anche il primo a proporre una norma di prevenzione ambientale: prescrisse particolari cautele negli scavi vicino ad un confine, per evitare danni ai fondi vicini. Se anche Ortelli avesse usato la stessa cautela preventiva di Solone, invece di sollecitare la Costa a fare gli inchini, la Concordia non sarebbe passata un palmo dalla sua isola e non sarebbe naufragata sulle Scole».

Intanto l'assessore all'ambiente ed ai lavori pubbIici dell'Isola del Giglio, Alessandro Centurioni, ha infornato i gigliesi che «Tutti gli oggetti provenienti, o di sospetta provenienza, dalla nave Costa Concordia rinvenuti spiaggiati o in mare, sono da considerarsi parte della stessa nave oggetto di sequestro da parte dell'Autorità Giudiziaria. Ne è pertanto vietata la raccolta a chiunque non espressamente autorizzato. In caso di rinvenimenti si chiede di collaborare contattando i numeri 335-6445592 e 335-6445596 della Società incaricata della rimozione.

Ieri i tecnici della Smit e della Neri hanno completato la flangiatura di 6 serbatoi di prua e, appena il tempo lo permetterà, dopo i test di funzionamento sulle flange sarà possibile iniziare le operazioni di svuotamento dei serbatoi.

L'ultimo comunicato della Protezione Civile sottolinea che «Prosegue l'attività di monitoraggio dei movimenti della Costa "Concordia" e della condizione ambientale del mare del Giglio condotto dagli esperti del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Firenze e dai tecnici dell'Ispra e dell'Arpat» e i Vigili del Fuoco hanno installato 11 prismi sulla Costa Concordia, «Indispensabili per il proseguimento del monitoraggio dei movimenti dello scafo attraverso le stazioni topografiche robotizzate».

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