Sono già 13 mila – tra uomini, donne e bambini – i rifugiati che nelle ultime settimane hanno attraversato il confine del Sudan fuggiti dai combattimenti nello Stato del Nilo Azzurro e sono entrati nel nuovo Stato indipendente del Sud Sudan.
Radio vaticana - A darne notizia è Medici Senza Frontiere (Msf) che ha appena avviato un intervento medico d’emergenza nel villaggio di Doro, dove è stato allestito un punto di raccolta. “Non è ancora un campo rifugiati”, osserva Jean-Marc Jacobs, vice capomissione in Sud Sudan, “ma la coda dei nuovi arrivi per la registrazione è sempre più lunga” e il numero delle persone “supera la capienza della clinica locale”. Durante il fine settimana - riferisce l'agenzia Sir - Msf è riuscita a ottenere le prime forniture di farmaci e attrezzature mediche e ieri un’equipe di tre medici ha cominciato a fornire assistenza ai rifugiati. Per ora quelli “più critici”, spiega Asaad Kadhum, coordinatore del team che fino alla scorsa settimana ha trattato 118 pazienti. “Gravi casi di malaria, diarrea e malattie respiratorie le priorità”. Msf si aspetta di assistere circa 120 pazienti al giorno ma ha bisogno di cliniche mobili “per raggiungere tutti coloro che hanno bisogno di cure mediche”. Sta per partire, informa, “un programma terapeutico nutrizionale per il trattamento dei bambini sotto i cinque anni affetti da malnutrizione grave”; occorrono “vaccinazioni per prevenire la diffusione di malattie trasmissibili”, acqua potabile e servizi igienici. (R.P.)
Radio vaticana - A darne notizia è Medici Senza Frontiere (Msf) che ha appena avviato un intervento medico d’emergenza nel villaggio di Doro, dove è stato allestito un punto di raccolta. “Non è ancora un campo rifugiati”, osserva Jean-Marc Jacobs, vice capomissione in Sud Sudan, “ma la coda dei nuovi arrivi per la registrazione è sempre più lunga” e il numero delle persone “supera la capienza della clinica locale”. Durante il fine settimana - riferisce l'agenzia Sir - Msf è riuscita a ottenere le prime forniture di farmaci e attrezzature mediche e ieri un’equipe di tre medici ha cominciato a fornire assistenza ai rifugiati. Per ora quelli “più critici”, spiega Asaad Kadhum, coordinatore del team che fino alla scorsa settimana ha trattato 118 pazienti. “Gravi casi di malaria, diarrea e malattie respiratorie le priorità”. Msf si aspetta di assistere circa 120 pazienti al giorno ma ha bisogno di cliniche mobili “per raggiungere tutti coloro che hanno bisogno di cure mediche”. Sta per partire, informa, “un programma terapeutico nutrizionale per il trattamento dei bambini sotto i cinque anni affetti da malnutrizione grave”; occorrono “vaccinazioni per prevenire la diffusione di malattie trasmissibili”, acqua potabile e servizi igienici. (R.P.)
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