Boom di ascolti per lo spettacolo dello showman Fiorello che ieri sera ha ospitato il premio Oscar Roberto Benigni
Dalle favole a Pertini, dalle risate a momenti importanti di riflessione: questo è lo stile inconfondibile di Roberto Benigni, che anche ieri sera ha regalato, insieme ai sorrisi, alcune “perle di saggezza”. Benigni ironizza sulla situazione politica di oggi come solo lui sa fare, manifestando il suo entusiasmo per le dimissioni dell'ormai ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: “Non c'è più! Non c'è più!”. Tra una battuta per Fiorello e una per Silvio, Benigni racconta la favola che dovremo raccontare ai nostri figli per descrivere questi ultimi anni dell'Italia: “C'era una volta un Cavaliere che aveva tanti cavalli, stalle, stallieri, stallone e tanti castelli, tante isole, tante principesse, tutte sul pisello. A un certo punto ne arrivò una un po' più giovane e lui disse: è la nipote del Gatto con gli stivali. Poi arrivò un'orca dalla Germania e a colpi di bound e spread le principesse fuggirono, lui restò solo, si dimise e noi vivemmo felici e contenti". Sulla manovra finanziaria di Monti ironizza così: “La Roma ieri ha giocato in otto, sono i tagli di Monti“ e ”ci hanno sorteggiato agli Europei con Irlanda e Spagna, mancava solo la Grecia, al fischio di inizio saremmo tutti rovinati”.
Come da tradizione, dopo un momento di leggerezza e di spensieratezza Benigni descrive la situazione attuale del Paese con espressioni importanti e toccanti: "E' un momento difficile, finora abbiamo scommesso sulla nostra parte più bassa, ora dobbiamo puntare a quella più alta, ricordare che il mondo non ce l'abbiamo in dono dai nostri padri ma in prestito dai nostri figli”. Poi ricorda Sandro Pertini, un grande padre della nostra Patria: “Lui che era pacifista convinto, andò volontario nella prima guerra mondiale perché, disse, aveva visto che a partire erano i figli dei contadini, degli operai, tutta povera gente e in quel momento il bisogno che sentì era che doveva dare più di loro, per questo partì con loro, ma in prima linea, perché chi ha di più deve dare molto di più". Come Pertini, il Premio Oscar ricorda quanto sia importante per i giovani avere “esempi di onestà” e non di sermoni.
Benigni conclude il suo intervento esortando gli italiani a guardare avanti perché, come diceva Andrea Pazienza, famoso fumettista scomparso molto giovane, “non bisogna mai tornare indietro, nemmeno per prendere la rincorsa".
Un super-finale quindi per lo show di Fiorello, che ieri sera ha raggiunto il 50,23% di share battendo il noto reality di Mediaset “Grande Fratello”. Un risultato importante che evidenzia come la televisione possa fare intrattenimento senza sfociare nella volgarità e nell'insensatezza.
Dalle favole a Pertini, dalle risate a momenti importanti di riflessione: questo è lo stile inconfondibile di Roberto Benigni, che anche ieri sera ha regalato, insieme ai sorrisi, alcune “perle di saggezza”. Benigni ironizza sulla situazione politica di oggi come solo lui sa fare, manifestando il suo entusiasmo per le dimissioni dell'ormai ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: “Non c'è più! Non c'è più!”. Tra una battuta per Fiorello e una per Silvio, Benigni racconta la favola che dovremo raccontare ai nostri figli per descrivere questi ultimi anni dell'Italia: “C'era una volta un Cavaliere che aveva tanti cavalli, stalle, stallieri, stallone e tanti castelli, tante isole, tante principesse, tutte sul pisello. A un certo punto ne arrivò una un po' più giovane e lui disse: è la nipote del Gatto con gli stivali. Poi arrivò un'orca dalla Germania e a colpi di bound e spread le principesse fuggirono, lui restò solo, si dimise e noi vivemmo felici e contenti". Sulla manovra finanziaria di Monti ironizza così: “La Roma ieri ha giocato in otto, sono i tagli di Monti“ e ”ci hanno sorteggiato agli Europei con Irlanda e Spagna, mancava solo la Grecia, al fischio di inizio saremmo tutti rovinati”.Come da tradizione, dopo un momento di leggerezza e di spensieratezza Benigni descrive la situazione attuale del Paese con espressioni importanti e toccanti: "E' un momento difficile, finora abbiamo scommesso sulla nostra parte più bassa, ora dobbiamo puntare a quella più alta, ricordare che il mondo non ce l'abbiamo in dono dai nostri padri ma in prestito dai nostri figli”. Poi ricorda Sandro Pertini, un grande padre della nostra Patria: “Lui che era pacifista convinto, andò volontario nella prima guerra mondiale perché, disse, aveva visto che a partire erano i figli dei contadini, degli operai, tutta povera gente e in quel momento il bisogno che sentì era che doveva dare più di loro, per questo partì con loro, ma in prima linea, perché chi ha di più deve dare molto di più". Come Pertini, il Premio Oscar ricorda quanto sia importante per i giovani avere “esempi di onestà” e non di sermoni.
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