Un cablogramma dell'ambasciatrice Usa a Islamabad conferma che, da oltre un anno, le forze speciali americane affiancano le truppe pachistane che combattono i talebani nelle aree tribali.
di Enrico Piovesana
PeaceReporter - Dal settembre 2009 le forze speciali americani affiancano le truppe di Islamabad che combattono i talebani nelle aree tribali del Pakistan, dal Waziristan al Bajaur. Era il segreto di Pulcinella, ma la circostanza è sempre stata seccamente smentita sia dalle autorità statunitensi che da quelle pachistane. Uno dei tanti documenti segreti diffusi da WikiLeaks conferma adesso, al di là di ogni dubbio, questa circostanza, estremamente imbarazzante sia per il governo Usa che per quello pachistano.
Il documento in questione è un cablogramma classificato 'secret' che Anne Woods Patterson, l'ambasciatrice americana a Islamabad, ha inviato a Washington il 9 ottobre del 2009, con tanto di raccomandazioni sulla necessità di non rendere pubbliche queste informazioni. ''Questi dispiegamenti (di forze speciali Usa) sono altamente delicati dal punto di vista politico - scrive la Patterson - a causa della preoccupazione, largamente diffuse nell'opinione pubblica pachistana, riguardo alla sovranità del Pakistan e della forte opposizione dei pachistani alla presenza di forze militari stranieri sul loro territorio. Se questi sviluppi finissero sulla stampa locale o americana, i militari pachistani cesseranno molto probabilmente di richiedere la nostra assistenza''.
L'ambasciatrice scrive a Washington per comunicare una nuova 'richiesta', da parte di Islamabad, di un dispiegamento di forze speciali americane nel Waziristan del Sud e del Nord, ovvero sul fronte più strategico della guerra contro i talebani pachistani. Si parla di quattro commando da sei uomini ciascuno, che opereranno a fianco delle truppe dell'11° corpo d'armata dell'esercito pachistano, allo scopo di fornire supporto alle loro offensive, in particolare per quanto concerne la raccolta informazioni e la determinazione degli obiettivi da colpire (Intelligence-Surveillance-Reconnaissance, Isr, in gergo militare).
La Patterson sottolinea che si tratta di una radicale inversione di rotta (un "sea change", in inglese) da parte di Islamabad, ricordando come quella fosse la seconda volta in un mese che truppe americane intervenivano in Pakistan a supporto di operazioni militari: in settembre (2009), ricorda il cablogramma, i Frontier Corps pachistani impegnati in un offensiva in Bajaur avevano ricevuto il supporto di forze speciali Usa, che tra l'altro era stato ''un grande successo, consentendo un efficace bombardamento di artiglieria sulle postazioni nemiche''.
Non che prima di allora le forze speciali americane non fossero in Pakistan: ''Elementi delle operazioni speciali Usa sono in Pakistan da oltre un anno'', scrive l'ambasciatrice (quindi almeno dalla fine dell'estate del 2008), ''ma finora i vertici dell'esercito pachistano si erano sempre fermamente opposti a lasciarci intervenire a sostegno delle loro operazioni militari''.
La Patterson non rivela la sede di quello che nel cablogramma viene indicato come Comando avanzato operazioni speciali Usa in Pakistan, ''U.S.Soc(Fwd)-Pak'', ma è noto che finora esso fosse ospitato nella remota base aerea militare pachistana di Shamsi, nella provincia del Balucistan.
E' di pochi giorni fa la notizia, ufficializzata dal Pentagono in un'informativa al Congresso, che il governo di Islamabad ha acconsentito di ospitare il personale delle forze speciali americane presso il quartier generale del 12° corpo d'armata dell'esercito pachistano a Quetta.
di Enrico PiovesanaPeaceReporter - Dal settembre 2009 le forze speciali americani affiancano le truppe di Islamabad che combattono i talebani nelle aree tribali del Pakistan, dal Waziristan al Bajaur. Era il segreto di Pulcinella, ma la circostanza è sempre stata seccamente smentita sia dalle autorità statunitensi che da quelle pachistane. Uno dei tanti documenti segreti diffusi da WikiLeaks conferma adesso, al di là di ogni dubbio, questa circostanza, estremamente imbarazzante sia per il governo Usa che per quello pachistano.
Il documento in questione è un cablogramma classificato 'secret' che Anne Woods Patterson, l'ambasciatrice americana a Islamabad, ha inviato a Washington il 9 ottobre del 2009, con tanto di raccomandazioni sulla necessità di non rendere pubbliche queste informazioni. ''Questi dispiegamenti (di forze speciali Usa) sono altamente delicati dal punto di vista politico - scrive la Patterson - a causa della preoccupazione, largamente diffuse nell'opinione pubblica pachistana, riguardo alla sovranità del Pakistan e della forte opposizione dei pachistani alla presenza di forze militari stranieri sul loro territorio. Se questi sviluppi finissero sulla stampa locale o americana, i militari pachistani cesseranno molto probabilmente di richiedere la nostra assistenza''.
L'ambasciatrice scrive a Washington per comunicare una nuova 'richiesta', da parte di Islamabad, di un dispiegamento di forze speciali americane nel Waziristan del Sud e del Nord, ovvero sul fronte più strategico della guerra contro i talebani pachistani. Si parla di quattro commando da sei uomini ciascuno, che opereranno a fianco delle truppe dell'11° corpo d'armata dell'esercito pachistano, allo scopo di fornire supporto alle loro offensive, in particolare per quanto concerne la raccolta informazioni e la determinazione degli obiettivi da colpire (Intelligence-Surveillance-Reconnaissance, Isr, in gergo militare).
La Patterson sottolinea che si tratta di una radicale inversione di rotta (un "sea change", in inglese) da parte di Islamabad, ricordando come quella fosse la seconda volta in un mese che truppe americane intervenivano in Pakistan a supporto di operazioni militari: in settembre (2009), ricorda il cablogramma, i Frontier Corps pachistani impegnati in un offensiva in Bajaur avevano ricevuto il supporto di forze speciali Usa, che tra l'altro era stato ''un grande successo, consentendo un efficace bombardamento di artiglieria sulle postazioni nemiche''.
Non che prima di allora le forze speciali americane non fossero in Pakistan: ''Elementi delle operazioni speciali Usa sono in Pakistan da oltre un anno'', scrive l'ambasciatrice (quindi almeno dalla fine dell'estate del 2008), ''ma finora i vertici dell'esercito pachistano si erano sempre fermamente opposti a lasciarci intervenire a sostegno delle loro operazioni militari''.
La Patterson non rivela la sede di quello che nel cablogramma viene indicato come Comando avanzato operazioni speciali Usa in Pakistan, ''U.S.Soc(Fwd)-Pak'', ma è noto che finora esso fosse ospitato nella remota base aerea militare pachistana di Shamsi, nella provincia del Balucistan.
E' di pochi giorni fa la notizia, ufficializzata dal Pentagono in un'informativa al Congresso, che il governo di Islamabad ha acconsentito di ospitare il personale delle forze speciali americane presso il quartier generale del 12° corpo d'armata dell'esercito pachistano a Quetta.
| Tweet |
Nicolò Renna, chitarrista palermitano, sbanca il web con il suo singolo Breathing. Lo abbiamo incontrato a Palermo. L'intervista di Paolo A.Magrì
Domenico Fioravanti, la Leggenda di Sydney 2000. Una vita da rincorrere a bracciate.Il ranista, prima medaglia d’oro azzurra alle Olimpiadi di Sydney 2000, intervistato da Emanuela Biancardi.
"L'intelligenza umana è la nostra principale risorsa". Parla Ermete Realacci, tra attivismo e sfide economiche
mons. Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara, intervistato per LPL News 24 da Patrizio Ricci su politica europea ed immigrazione.
Max Cavallari della coppia 'I Fichi d'India', intervistato per LPL News 24 da Emanuela Biancardi.
Laura Efrikian, Attrice, scrittrice, promotrice di 'Laura For Afrika', intervistata per LPL News 24 da Emanuela Biancardi.
Patty Pravo festeggia cinquant’anni di successi intramotabili nel mondo della musica, tirando fuori ancora una volta pezzi da ‘90. Intervista di S. Santullo
Sergio Caputo celebra i trent’anni di “ Un Sabato Italiano”, con un nuovo omonimo album. Intervista a Sergio Caputo, di Simona Santullo
Sono presenti 0 commenti
Inserisci un commento
Gentile lettore, i commenti contententi un linguaggio scorretto e offensivo verranno rimossi.