“Per molti, oggi non è la Giornata Mondiale dell’Alimentazione. E’ un altro Giornata Senza Cibo”: è quanto scrive il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon nel suo messaggio per l’odierna giornata dedicata a non dimenticare che “nonostante il numero di chi rischia di morire di fame sia diminuito rispetto alla cifra record di oltre un miliardo dello scorso anno, ci sono ancora 925 milioni di persone affamate al mondo.
Radio Vaticana - Ci viene continuamente ricordato – afferma Ban - che i sistemi di produzione e distribuzione alimentare non funzionano in modi che garantiscano cibo ai membri più vulnerabili della nostre società. Il traguardo sulla fame fissato nel primo degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio – dimezzare il numero di chi soffre la fame entro il 2015 – è fondamentale per raggiungere tutti gli altri obiettivi. Quando le persone hanno fame, non riescono a spezzare le catene paralizzanti della povertà, e sono più vulnerabili a malattie infettive. Quando i bambini hanno fame, non crescono, non imparano e non si sviluppano. Solo quest’anno – prosegue il messaggio - milioni di persone sono state trascinate in uno stato di indigenza e fame a causa del terremoto ad Haiti, della siccità nel Sahel e delle alluvioni in Pakistan. La crisi alimentare e finanziaria continua a penalizzare i più vulnerabili al mondo. I prezzi del cibo rimangono instabili e hanno raggiunto il punto più alto degli ultimi due anni. Il tema della Giornata Mondiale dell’Alimentazione di quest’anno, ‘Uniti Contro la Fame’ – osserva Ban - rispecchia uno sviluppo benvenuto: un numero crescente di governi, organizzazioni intergovernative, gruppi regionali e sub regionali, aziende e gruppi civili stanno creando delle collaborazioni e dando attuazione a soluzioni congiunte. Sempre di più il loro approccio è globale, focalizzandosi su forniture di cibo più stabili, su un migliore accesso al cibo e su un’alimentazione migliore a livello familiare. Coprono l’intera gamma della sicurezza alimentare, dall’allevamento delle piccole aziende agricole all’alimentazione di bambini in età scolare, aiutando così a salvare vite nelle emergenze attraverso l’assistenza alimentare. Negli ultimi mesi – rileva il segretario generale dell’Onu - si è prestata più attenzione alla nutrizione e alla fornitura di cibo ai giusti destinatari quando necessario. Ciò richiede che l’agricoltura, i sistemi di sicurezza e sanitari si sensibilizzino ai problemi alimentari, e intervengano per migliorare la nutrizione dei bambini dal concepimento fino ai due anni d’età”. Ban Ki-moon conclude il suo messaggio invitando “tutti a impegnarsi per un approccio globale, e a farlo collaborando, in modo da poter costruire ulteriormente sulla base dei progressi fatti per eliminare la fame nel mondo. Uniamoci contro la fame e garantiamo cibo e nutrimento per tutti”.
Radio Vaticana - Ci viene continuamente ricordato – afferma Ban - che i sistemi di produzione e distribuzione alimentare non funzionano in modi che garantiscano cibo ai membri più vulnerabili della nostre società. Il traguardo sulla fame fissato nel primo degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio – dimezzare il numero di chi soffre la fame entro il 2015 – è fondamentale per raggiungere tutti gli altri obiettivi. Quando le persone hanno fame, non riescono a spezzare le catene paralizzanti della povertà, e sono più vulnerabili a malattie infettive. Quando i bambini hanno fame, non crescono, non imparano e non si sviluppano. Solo quest’anno – prosegue il messaggio - milioni di persone sono state trascinate in uno stato di indigenza e fame a causa del terremoto ad Haiti, della siccità nel Sahel e delle alluvioni in Pakistan. La crisi alimentare e finanziaria continua a penalizzare i più vulnerabili al mondo. I prezzi del cibo rimangono instabili e hanno raggiunto il punto più alto degli ultimi due anni. Il tema della Giornata Mondiale dell’Alimentazione di quest’anno, ‘Uniti Contro la Fame’ – osserva Ban - rispecchia uno sviluppo benvenuto: un numero crescente di governi, organizzazioni intergovernative, gruppi regionali e sub regionali, aziende e gruppi civili stanno creando delle collaborazioni e dando attuazione a soluzioni congiunte. Sempre di più il loro approccio è globale, focalizzandosi su forniture di cibo più stabili, su un migliore accesso al cibo e su un’alimentazione migliore a livello familiare. Coprono l’intera gamma della sicurezza alimentare, dall’allevamento delle piccole aziende agricole all’alimentazione di bambini in età scolare, aiutando così a salvare vite nelle emergenze attraverso l’assistenza alimentare. Negli ultimi mesi – rileva il segretario generale dell’Onu - si è prestata più attenzione alla nutrizione e alla fornitura di cibo ai giusti destinatari quando necessario. Ciò richiede che l’agricoltura, i sistemi di sicurezza e sanitari si sensibilizzino ai problemi alimentari, e intervengano per migliorare la nutrizione dei bambini dal concepimento fino ai due anni d’età”. Ban Ki-moon conclude il suo messaggio invitando “tutti a impegnarsi per un approccio globale, e a farlo collaborando, in modo da poter costruire ulteriormente sulla base dei progressi fatti per eliminare la fame nel mondo. Uniamoci contro la fame e garantiamo cibo e nutrimento per tutti”.| Tweet |
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