martedì, settembre 07, 2010
della nostra redattrice Monica Cardarelli

La figura di San Francesco ha affascinato e continua ad attirare a sé chiunque ne venga a conoscenza. Sulla sua vita e la sua umanità è stato scritto molto, e accurati studi storici e teologici sulla sua spiritualità offrono ormai contributi importantissimi a chi vuole conoscere meglio Francesco. Allo stesso modo, sono numerose le rappresentazioni teatrali, musicali e cinematografiche che sono state fatte per narrare la sua vita. In questo ampio contesto si colloca “Un mendicante racconta Francesco d’Assisi” di Fabio Bergamaschi, edito da Edizioni Paoline.
L’autore, alla sua prima pubblicazione, ha vissuto in prima persona l’‘innamoramento’ e l’‘attrazione’ per la vita di Francesco. Come spiega infatti nella prefazione al libro, la sua conoscenza di Francesco è avvenuta tardi e in modo del tutto ‘casuale’. Ma dal momento in cui, dopo aver visitato la Porziuncola, si è avvicinato alla lettura della vita di San Francesco di Tommaso da Celano, non si è più fermato nella conoscenza del santo assisano.

Come in ogni rappresentazione, di qualsiasi genere artistico, l’autore apporta sempre qualcosa di suo - una visione della vita del santo, un’idea che si è fatto, un sentire che prova in quel momento - così anche Fabio Bergamaschi trova la sua espressione per raccontare la vita di Francesco. La struttura del libro è infatti molto interessante poiché l’autore immagina che ai tempi di San Francesco un falegname di Spoleto, Bartolomeo, con un piccolo laboratorio artigianale ereditato dal padre, improvvisamente si ritrovi senza niente. Perde tutto: l’amore della moglie, i soldi chiesti in prestito che non riesce più a restituire, gli amici… ma non la dignità. Decide allora di lasciare la città dove viveva e di andarsene ad Assisi mendicando per vivere.

Questo il punto di partenza, l’inizio della storia che l’autore ci racconta: Bartolomeo, un mendicante, che assiste allo svolgersi della vita di Francesco, dal suo rientro dalla prigionia a Perugia al momento in cui restituisce i suoi averi al padre, o quando a San Damiano inizia a lavorare per riparare la casa del Signore.
L’occasione è buona per Bergamaschi per narrare la storia di Francesco come lui l’ha appresa, raccontare attraverso la vita di Bartolomeo la sua visione della vita e della spiritualità di Francesco. La struttura dell’opera risulta interessante ed incuriosisce il lettore anche perché dà modo all’autore di rendere narrativo lo svolgersi della vita in Assisi. Bartolomeo incontra la madre e il padre di Francesco; conosce e parla con il parroco di San Damiano; si trova ad un lebbrosario e gradualmente ne verrà coinvolto insieme ai frati. Non un testo storico né di spiritualità quindi, ma semplicemente un libro che racconta la vita di Francesco attraverso gli occhi di un mendicante forzato e non per scelta.

Inoltre, l’autore delinea gradualmente la personalità di Bartolomeo e di tanto in tanto i suoi pensieri diventano riflessioni sulla sua vita e su ciò che Francesco stava vivendo e proponendo. Di qui la riflessione sulla povertà e i poveri; il rapporto con i lebbrosi e l’incontro di Francesco con il lebbroso; episodi della vita di Francesco come i lupi di Gubbio o il primo presepe a Greccio; l’essenzialità di vita e la gioia nella perfetta letizia.

Questi e molti altri sono gli spunti che si possono trovare in questo libro, insieme ad una caratterizzazione dei personaggi da cui traspaiono emozioni, gioie, sofferenze e dispiaceri. Il libro si chiude con la morte di Francesco, la scoperta delle stimmate e gli interrogativi dei frati sul loro futuro senza il padre Francesco. E Bartolomeo, ormai in là con gli anni, trova posto dal parroco di Bastia facendo tesoro di tutto ciò che ha vissuto.

“Un mendicante racconta San Francesco” si presenta in una veste grafica che potrebbe inizialmente sembrare adatta solo ai ragazzi, pubblicato in una collana a loro dedicata: il racconto è infatti accompagnato dalle illustrazioni di Elisabetta Ferrero. La cosa rende l’opera di ancor più facile lettura, arricchendola in semplicità, ma è indubbio che questo racconto sia di interesse e piacevole lettura anche da parte dei ‘grandi appassionati’ della vita di Francesco d’Assisi. In fondo, ogni lettore, piccolo o grande che sia, può trovare spunti di riflessione nuovi o consolidarne altri condivisi con l’autore e, soprattutto, può gustare il piacere di leggere un racconto originale della vita di un santo a cui si sente così vicino.

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