venerdì, settembre 03, 2010
del nostro redattore Carlo Mafera

Un luogo che ho visitato nel lontano 1988 con il mio amico Antonello, che purtroppo il 13 di agosto è tornato alla Casa del Padre, è il Santuario della Mentorella. Con un gruppetto di amici siamo andati una domenica autunnale a visitare questo affascinante santuario che è collocato nel territorio del comune di Capranica Prenestina, in provincia di Roma a circa 60 km dalla capitale. Dedicato a Santa Maria delle Grazie, è posizionato sulla roccia a strapiombo del monte Guadagnolo, sulla sottostante Valle del Giovenzano, poco distante dall'incantevole e omonimo paesino di Guadagnolo, situato a 1218 m sul livello del mare, che ne fa il paese più alto di tutto il Lazio. Il santuario, situato in uno scenario spettacolare, sembra che sia il più antico d'Italia. Infatti, la tradizione lo vuole edificato nel IV secolo dopo Cristo dall'Imperatore Costantino, ovvero il sovrano che nel 313 d.C., con l'editto di Milano, concesse la libertà di culto ai cristiani restituendo loro anche i beni sequestrati durante le persecuzioni. Costantino, in accordo con il Papa Silvestro, fece erigere sulla sommità del monte Guadagnolo la prima chiesa, che fu consacrata dallo stesso Papa.

In questo luogo, una leggenda narra che avvenne la conversione di Placido, tribuno romano nel periodo dell'imperatore Traiano, che si trovò ad essere uno dei primi martiri cristiani più noto con il nome di San Eustachio. Storicamente si rileva che nel VI secolo S. Benedetto da Norcia, passando da Roma, visse per due anni in una grotta naturale situata a pochi passi dietro la chiesa; ancora oggi è possibile accedere in questa nuda e fredda grotta da una strettissima fenditura.

Ripercorrendo le tappe storiche, nell'anno 594 Santa Silvia (alcuni invece indicano come donatore suo figlio), la madre di Gregorio Magno, cugino di San Benedetto, dona ai monaci Benedettini la villa e la chiesa, già allora dedicata a Santa Maria, sulla rupe Vultilla (o Wultilla, adesso Mentorella), e divenne dal VI secolo al XV secolo, Subabazia di Subiaco. Nel XVI secolo i Benedettini lasciarono il posto, man mano che trascorrono gli anni e lo stesso passa di proprietà in proprietà si arriva fino al completo abbandono e degrado. E tale rimase fino al XVII secolo. Cioè fino al 1661 quando Padre Atanasio Kircher, riscopre il santuario e cerca di ottenere dei finanziamenti da molti sovrani del periodo, chiedendo aiuto tra i tanti al duca di Baviera Leopoldo I, il viceré di Napoli e, addirittura all'Imperatrice Maria Teresa d'Austria. Per ravvivare il culto Kircher chiede il Giubileo straordinario solo per la Mentorella invocato al Papa di allora, Alessandro VII.

In tempi più recenti, e in particolare nel 1857, il Papa Pio IX dona il santuario alla Congregazione della Resurrezione che lo custodisce fino ad oggi. Nel 1870 la Mentorella viene incamerata dallo Stato Italiano, successivamente ricomprato dai Padri Resurrezionisti nel 1883 per una cifra pare di 8.500 lire. Altra tappa storica importante è il 1901 quando avviene l'incoronazione della Statua della Madonna delle Grazie della Mentorella. In seguito sopraggiungono i tristi anni tra le due guerre, avari di notizie significative. Ma, dopo l’elezione al soglio pontificio del grande Karol Woytyla alla data del 29 ottobre del 1978, Papa Giovanni Paolo II viene in visita ufficiale, la sua prima fuori Roma, al Santuario. E queste sono le sue indimenticabili parole che pronunciò il giorno del pellegrinaggio:
"In occasione dei miei soggiorni a Roma, ho spesso visitato il Santuario della Madonna della Mentorella... Leggiamo nel Vangelo di S. Luca che Maria, dopo l'annunciazione si recò tra le montagne per visitare la sua parente Elisabetta. Arrivata ad Ain-Karin, mise tutta la sua anima nelle parole del cantico, che la Chiesa ricorda ogni giorno nei Vespri: "L'anima mia magnificat il Signore". Ho desiderato di venire qui, tra queste montagne per cantare dietro le orme di Maria il "Magnificat...". Questo luogo mi ha aiutato molto a pregare. È perciò anche oggi ho desiderato venire qui. La preghiera, che in vari modi esprime il rapporto dell'uomo col Dio vivo, è anche il primo compito e quasi il primo annuncio del Papa ". Quel giorno, per salutare il Santo Padre alla Mentorella, c'erano circa 20 mila persone dove la maggioranza erano giovani e scout. Dopo la visita del Papa al Santuario della Mentorella si è intensificato il movimento dei pellegrini che sono passati e tuttora transitano in questo luogo da tutto il mondo. Diversi gruppi si ritrovano in questo Santuario per passare la giornata in preghiera e meditazione approfittando dell'aria buona e del silenzio. Nel corso degli anni sono stati portati a compimento dei dovuti restauri della chiesa e della struttura del convento con la creazione di nuovi servizi per meglio servire i pellegrini. Il Santuario è stato durante il Grande Giubileo del 2000 la mèta di diversi pellegrinaggi giubilari delle parrocchie, di vari gruppi religiosi e laici, e di associazioni di vario genere. Domenica 29 agosto, alle 11.00, il Cardinale Re ha presieduto la Santa Messa per celebrare i 1500 anni di vita del Santuario accompagnata dai canti del Coro della Diocesi di Roma. Per l'occasione è stata benedetta una immagine della Madonna della Mentorella che poi è passata per le parrocchie della Diocesi di Tivoli. Nel pomeriggio alle 16.00 è stato eseguito l’Oratorio musicale “Totus Tuus’’ del Coro della Diocesi di Roma diretto da mons. Marco Frisina. Le celebrazioni si sono concluse con la Santa Messa presieduta alle 18.00 nel Santuario da mons. Mauro Parmeggiani, Vescovo di Tivoli. Anche Papa Benedetto XVI ha ricordato, nella lettera inviata al Cardinale Re, di aver visitato, ripercorrendo le orme del suo predecessore, il Santuario della Mentorella il 29 ottobre del 2005 e ha definito questa ricorrenza un “felice giubileo”.

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