lunedì, aprile 26, 2010
Le autorità comuniste cinesi rapirono il Panchen Lama Gedhun Choekyi Nyima, quando aveva 6 anni. Da allora mancano notizie di lui e dei genitori. Il premier tibetano in esilio Samdhong Rinpoche ricorda questa prigionia inumana e lancia un appello.

di Samdhong Rinpoche

Dharamsala (AsiaNews) – Ieri, 25 aprile, è stato il 21° compleanno del Panchen Lama Gedhun Choekyi Nyima, che le autorità cinesi “trattengono” con i genitori in luogo ignoto da quando aveva 6 anni. Ospitiamo un intervento di Samdhong Rinpoche, primo ministro del governo tibetano in esilio che ha sede a Dharamsala (India). Il Panchen Lama, ha il compito, dopo la morte del Dalai Lama, di riconoscerne la nuova reincarnazione. L’attuale Dalai Lama, Tenzin Gyatso, ha riconosciuto come Panchen Lama il giovane Gedhun Choekyi Nyima il 14 maggio 1995. Pochi giorni dopo la polizia ha rapito il bambino di 6 anni e la sua famiglia, da allora scomparsi nonostante ripetute richieste delle Nazioni unite e di organizzazioni internazionali di poterli almeno incontrare. Nel novembre 1995 la Cina ha “scelto” Gyaltsen Norbu come “vero” Panchen Lama, per attuare uno stretto controllo sulla pratica religiosa nella regione. Di recente Norbu ha fatto ingresso anche nella vita politica nazionale, partecipando ai lavori dell’Assemblea nazionale del popolo il mese scorso [più precisamente alla Conferenza politica consultiva del popolo cinese - ndr].

Mi appello a tutta la gente che ama la giustizia affinché chiedano al Partito comunista cinese di liberare il nostro Panchen Lama, che le autorità cinesi tengono nascosto al mondo da quando aveva 6 anni.

E’ triste, ma non sappiamo nulla del nostro amato Panchen Lama, nemmeno se sta bene. Non sappiamo nemmeno quale istruzione religiosa abbia ricevuto. All’età di 20 anni, un tibetano riceve l’ordinazione completa come monaco, ma per il nostro Panchen Lama ignoriamo dove sia e cosa stia facendo.

Il Panchen Lama scelto dal Partito comunista cinese ha piena libertà di movimento e riceve un’istruzione adeguata. Invece il nostro Panchen Lama sta pagando il prezzo per essere stato riconosciuto come tale, anche se il riconoscimento non è per niente dipeso da lui, all’epoca era solo un bambino di 6 anni. Ma il Pcc gli sta facendo pagare il prezzo del riconoscimento.

Il Pcc sta commettendo una palese violazione dei diritti del nostro Panchen Lama, da 15 anni. Anche la comunità internazionale non potrà risarcire una persona i cui diritti umani sono stati violati. Essa può solo offrirgli solidarietà, ma il Pcc non si preoccupa dell’opinione pubblica e delle richieste dei leader internazionali.

In occasione del suo 21° compleanno, la comunità tibetana prega per la sua liberazione, gli augura di stare bene e una lunga vita.

(ha collaborato Nirmala Carvalho)

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