Migliora il ragazzo accoltellato. Sdegno per la decisione del magistrato: ci vuole una legge contro l'omofobia. Alemanno:«In carcere».
«Perchè mi ritrovo così senza aver fatto nulla di male? Perchè uccidere per niente? Perchè arrivare a questo?». Dino continua a ripetere le sue domande nel letto di terapia intensiva all'ospedale Sant'Eugenio di Roma. E' cosciente, ma estremamente debole dopo la coltellata ricevuta all'addome e il successivo intervento per salvargli il polmone e il fegato lesionati dal fendente: ora è grave, ma non in pericolo di vita. Accanto a lui, il testimone che venerdì notte gli ha salvato la vita, prendendolo in braccio e portandolo lontano dalla furia di A. S., il 40enne che, infastidito dalle effusioni tra Dino e un altro ragazzo, ha aggredito i due all'uscita dal «Gay Village». «Stavamo finendo di mangiare un panino - racconta Dino - ci siamo abbracciati e dati un bacio, come una normale coppia. Solo un bacio. Questa città negli ultimi tempi è cambiata molto». Dino ha ancora mal di testa: «Mi sento stordito - aggiunge -. Quell'uomo prima ha dato una bottigliata in testa al mio amico, poi a me e quando gli ho risposto che non stavamo facendo nulla di male, mi ha dato la coltellata».
POLEMICHE PER LA DENUNCIA A PIEDE LIBERO - Per l'aggressione è stato denunciato per tentato omicidio A. S, 40enne con precedenti penali. L'uomo è a piede libero e la decisione del magistrato di evitare il carcere sta creando molte polemiche.«Non capisco perchè non lo abbiamo messo in carcere - attacca Imma Battaglia, leader del movimento gay e organizzatrice del Gay Village - . Da tempo sostengo che l'Italia deve firmare una legge sull'omofobia che deve essere considerata un'aggravante per questi reati. Il sindaco di Roma deve unirsi a noi in questa battaglia».
LA CONDANNA DI ALEMANNO - E Gianni Alemanno non si tira indietro annunciando che il Campidoglio si costituirà parte civile «contro il criminale che ha tentato di uccidere due ragazzi con movente di intolleranza omofobica». «E' inaccettabile -aggiunge il primo cittadino - che un accoltellatore che ha agito con un chiaro movente di intolleranza sessuale sia soltanto denunciato a piede libero per un mero cavillo procedurale. Ancora una volta devo protestare vivamente per una decisione adottata da un magistrato. Senza certezza della pena qualsiasi politica di sicurezza è delegittimata».
ROMA CAPITALE DELLE AGGRESSIONI ANTIGAY - L'ultima aggressione a gay a Roma è avvenuta a giugno nei pressi di Campo dè Fiori. Due giovani denunciarono di essere stati aggrediti attorno all'una di notte mentre passeggiavano mano nella mano in via del Biscione: ad un tratto un gruppo di circa 5-6 ragazzi tra i 18 e i 20 anni si avvicinò, inveì contro di essi colpendoli ripetutamente e con violenza. In particolare picchiarono il più giovane buttandolo in terra e facendogli sbattere la testa contro un sasso. Episodi di omofobia c'erano stati in precedenza nella cosidetta Gay Street, nei pressi del Colosseo.
Per Vladimir Luxuria, ex parlamentare, vincitore dell'Isola dei Famosi ed uno dei leader storici del movimento gay ed animatore anche delle notti romane «mai vissuti, a mia memoria, tempi così bui a Roma» ha commentato. «La città - ha spiegato Luxuria - è sempre più insicura per tutte le categorie deboli non solo per le donne. Ci sentiamo tutti meno sicuri e viviamo con terrore questo clima fatto di squadracce e spedizioni punitive. Stavolta al Gay Village è toccato a due persone che erano colpevoli solo del fatto che si stavano abbracciando».
NECESSITA' DI UNA LEGGE CONTRO L'OMOFOBIA - «Alemanno ha ragione, l'aggressore andava arrestato - concorda Franco Grillini, presidente di Gaynet, l'omofobia drammatica emergenza nazionale. Quella che sta finendo è stata una estate costellata da episodi di aggressione omofobica e Roma si conferma come la capitale storica degli omicidi e delle aggressioni antigay». Secondo Grillini, «non c'è dubbio che ciò che è successo è il prodotto di una campagna d'odio verso le persone omosessuali che non accenna a cessare e contro la quale sarebbe necessario approvare subito la legge che giace in Parlamento contro l'omofobia ormai da un decennio e che non è mai stata approvata per l'opposizione vaticana». «Chi ha responsabilità di governo locale e nazionale - commenta l'assessore alle Politiche culturali della Provincia di Roma, Cecilia D'Elia - non può che essere preoccupato per l'aumento di questo fenomeno. Oltre a una normativa contro l'omofobia, che si rende sempre più urgente, c'è bisogno di mettere in campo una grande battaglia culturale per contrastare ogni forma di intolleranza e discriminazione».
«Perchè mi ritrovo così senza aver fatto nulla di male? Perchè uccidere per niente? Perchè arrivare a questo?». Dino continua a ripetere le sue domande nel letto di terapia intensiva all'ospedale Sant'Eugenio di Roma. E' cosciente, ma estremamente debole dopo la coltellata ricevuta all'addome e il successivo intervento per salvargli il polmone e il fegato lesionati dal fendente: ora è grave, ma non in pericolo di vita. Accanto a lui, il testimone che venerdì notte gli ha salvato la vita, prendendolo in braccio e portandolo lontano dalla furia di A. S., il 40enne che, infastidito dalle effusioni tra Dino e un altro ragazzo, ha aggredito i due all'uscita dal «Gay Village». «Stavamo finendo di mangiare un panino - racconta Dino - ci siamo abbracciati e dati un bacio, come una normale coppia. Solo un bacio. Questa città negli ultimi tempi è cambiata molto». Dino ha ancora mal di testa: «Mi sento stordito - aggiunge -. Quell'uomo prima ha dato una bottigliata in testa al mio amico, poi a me e quando gli ho risposto che non stavamo facendo nulla di male, mi ha dato la coltellata».POLEMICHE PER LA DENUNCIA A PIEDE LIBERO - Per l'aggressione è stato denunciato per tentato omicidio A. S, 40enne con precedenti penali. L'uomo è a piede libero e la decisione del magistrato di evitare il carcere sta creando molte polemiche.«Non capisco perchè non lo abbiamo messo in carcere - attacca Imma Battaglia, leader del movimento gay e organizzatrice del Gay Village - . Da tempo sostengo che l'Italia deve firmare una legge sull'omofobia che deve essere considerata un'aggravante per questi reati. Il sindaco di Roma deve unirsi a noi in questa battaglia».
LA CONDANNA DI ALEMANNO - E Gianni Alemanno non si tira indietro annunciando che il Campidoglio si costituirà parte civile «contro il criminale che ha tentato di uccidere due ragazzi con movente di intolleranza omofobica». «E' inaccettabile -aggiunge il primo cittadino - che un accoltellatore che ha agito con un chiaro movente di intolleranza sessuale sia soltanto denunciato a piede libero per un mero cavillo procedurale. Ancora una volta devo protestare vivamente per una decisione adottata da un magistrato. Senza certezza della pena qualsiasi politica di sicurezza è delegittimata».
ROMA CAPITALE DELLE AGGRESSIONI ANTIGAY - L'ultima aggressione a gay a Roma è avvenuta a giugno nei pressi di Campo dè Fiori. Due giovani denunciarono di essere stati aggrediti attorno all'una di notte mentre passeggiavano mano nella mano in via del Biscione: ad un tratto un gruppo di circa 5-6 ragazzi tra i 18 e i 20 anni si avvicinò, inveì contro di essi colpendoli ripetutamente e con violenza. In particolare picchiarono il più giovane buttandolo in terra e facendogli sbattere la testa contro un sasso. Episodi di omofobia c'erano stati in precedenza nella cosidetta Gay Street, nei pressi del Colosseo.
Per Vladimir Luxuria, ex parlamentare, vincitore dell'Isola dei Famosi ed uno dei leader storici del movimento gay ed animatore anche delle notti romane «mai vissuti, a mia memoria, tempi così bui a Roma» ha commentato. «La città - ha spiegato Luxuria - è sempre più insicura per tutte le categorie deboli non solo per le donne. Ci sentiamo tutti meno sicuri e viviamo con terrore questo clima fatto di squadracce e spedizioni punitive. Stavolta al Gay Village è toccato a due persone che erano colpevoli solo del fatto che si stavano abbracciando».
NECESSITA' DI UNA LEGGE CONTRO L'OMOFOBIA - «Alemanno ha ragione, l'aggressore andava arrestato - concorda Franco Grillini, presidente di Gaynet, l'omofobia drammatica emergenza nazionale. Quella che sta finendo è stata una estate costellata da episodi di aggressione omofobica e Roma si conferma come la capitale storica degli omicidi e delle aggressioni antigay». Secondo Grillini, «non c'è dubbio che ciò che è successo è il prodotto di una campagna d'odio verso le persone omosessuali che non accenna a cessare e contro la quale sarebbe necessario approvare subito la legge che giace in Parlamento contro l'omofobia ormai da un decennio e che non è mai stata approvata per l'opposizione vaticana». «Chi ha responsabilità di governo locale e nazionale - commenta l'assessore alle Politiche culturali della Provincia di Roma, Cecilia D'Elia - non può che essere preoccupato per l'aumento di questo fenomeno. Oltre a una normativa contro l'omofobia, che si rende sempre più urgente, c'è bisogno di mettere in campo una grande battaglia culturale per contrastare ogni forma di intolleranza e discriminazione».
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