venerdì, agosto 21, 2009
Per un gruppo di nazioni gli esperti prevedono un “raddoppio” nei contagi “ogni 3 o 4” giorni, fino al picco massimo. Ad oggi 182mila infetti e 1800 decessi. Nei Paesi poveri vi è un rischio concreto di sovraffollamento delle strutture ospedaliere. In 2 anni un terzo della popolazione mondiale colpito dalla malattia.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Nei prossimi mesi vi sarà una “esplosione” nei casi di influenza suina; i governi mondiali devono “accelerare i preparativi”, per garantire una risposta efficace contro la pandemia. È il nuovo allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che, per un gruppo di nazioni, prevede un “raddoppio nei casi ogni tre o quattro giorni” in un arco di tempo “lungo alcuni mesi”, finché verrà raggiunto “il picco dei contagi”. Gli esperti dell’Oms prevedono che nei prossimi due anni fino a due miliardi di persone – un terzo della popolazione mondiale – potrebbero essere contagiate dal virus H1N1. “Ad un certo punto, assisteremo a una esplosione dei casi” ha dichiarato Shin Young-soo, direttore della sezione Asia-Pacifico dell’Oms, in un simposio medico tenuto a Pechino. “È sicuro che vi saranno più casi e più morti”.

I dati aggiornati al 13 agosto scorso, disponibili sul sito internet dell’Organizzazione mondiale della sanità, riferiscono che dal mese di aprile vi sono stati 182.166 contagi e 1799 morti in tutto il mondo. Più colpito il continente americano – dove sono stati registrati i primi casi – 105.882 contagi e 1579 decessi.Nel Sud-est asiatico i casi sono 13.172 e 106 i morti.

L’agenzia Bloomberg riporta l’allarme lanciato dalle autorità sanitarie della Nuova Zelanda: sono terminati i posti letto e non vi sono infermiere sufficienti per la cura dei malati. Una situazione analoga si verifica in Australia e, con l’arrivo dell’autunno, un simile scenario potrebbe affacciarsi in Europa o negli Stati Uniti, sebbene i ministeri della sanità si stiano adoperando nella produzione di vaccini.

Shin Young-soo sottolinea che “i governi devono agire in modo rapido per educare il pubblico, preparare i rispettivi sistemi sanitari per la cura di molti casi e proteggere i soggetti più deboli”. Fra questi vi sono le donne incinte, gli asmatici, gli affetti da malattie cardiovascolari e diabetici. “Abbiamo poco tempo – ribadisce l’esperto dell’Oms – per raggiungere il livello di preparazione necessario”.

In passato l’Oms ha più volte spiegato che “la maggior parte dei casi di influenza suina non necessita di trattamento”, ma il timore è che un’esplosione nei contagi “possa sovraccaricare le strutture ospedaliere, specialmente nei Paesi poveri”.

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