Si è svolta ieri 08 aprile nella sala del Carroccio in Campidoglio alla presenza del senatore Mauro Cutrufo, della poetessa Maria Luisa Spaziani, del Sotto Segretario ai beni culturali Francesco Maria Giro, del prof. Corrado Calabrò e del giornalista Francesco Agresti, la cerimonia di consegna della pergamena a Tuba Sahaab con la quale la stessa veniva nominata ambasciatrice internazionale della poesia. Il titolo è stato consegnato al consigliere dell’ambasciata pakistana, Ata – Ul – Munim Shahid dal dottor Riccardo Trinchieri, uno dei promotori dell’iniziativa. Era atteso anche il senatore Giulio Andreotti che, per un improvviso malore, ha dovuto rinunciare alla cerimonia.
Cosa dire di Tuba Sahaab? Probabilmente molti la conoscono già, ma è bene ribadire qualcosa per i pochi che ancora non la conoscessero. Ha 11 anni e vive a Islamabad, nelle periferia. E’ esile, ma ha un coraggio da vendere: ha deciso di combattere con versi d’amore la sua personale battaglia contro i Talebani. “Se si prendono la mia vita non preoccupatevi – spiega in una intervista rilasciata alla CNN – ma voglio che in Pakistan siano tutti uguali”. Le sue poesie raccontano il dolore e le sofferenze delle piccole donne come lo è lei , a cui i coranici negano il diritto allo studio e alla vita. La bambina – poetessa è diventata famosa in Pakistan. “Vorrei fare l’astronauta e un giorno guidare il mio paese verso la libertà” mentre un sorriso le illumina il volto. Ora Tuba Sahaab è il simbolo della battaglia per dare alle femmine gli stessi diritti dei maschi. “E’ scioccante sentire che le donne non possono andare a scuola. Vogliono farci tornare all’età della pietra, ma noi ci batteremo perché questo non accada”. Gli attivisti delle associazioni umanitarie affermano che in quest’area del Pakistan, che arriva fino al Malakand, c’è un posto chiamato “la piazza del macello”, dove i Talebani ammazzano le persone e lasciano un avvertimento sul corpo “Non rimuovere per 24 ore”. E’ il monito alla popolazione che apprenda la lezione. Nei suoi versi parla anche della miseria della baraccopoli, della difficoltà del vivere quotidiano. Una volta scrisse “Ho avuto lussi della vita, una macchina, una buona educazione, l’amore dei miei genitori, la generosità di Allah. Voglio dare pace alla mia nazione” e poi continua “Nessun pakistano deve più soffrire la fame”. Tuba racconta anche di aver pregato per l'elezione di Barack Obama e di voler andare negli Usa per incontrarlo. “Voglio andare alla Casa Bianca per fargli leggere le mie poesie, fargli vedere ciò che sta succedendo e chiedergli di venire in Pakistan per controllare perché lui – spiega nell’intervista - è una superpotenza”. Insomma la sua voce sta facendo il giro del mondo e sta scuotendo le coscienze. “I versi della giovane Tuba – ha affermato l’ambasciatore a Roma Tasnim Aslam – rappresentano il rifiuto da parte del popolo pakistano di ogni forma di intolleranza, ingiustizia e disuguaglianza”. La forza della poesia di una piccola bambina contro la violenza dei talebani, una voce pura e spontanea uscita dal cuore che attraversa gli oceani. Questa è la poesia di Tuba. Una poesia civile - così l’ha definita la poetessa Maria Luisa Spaziani – che ha il compito di “percorrere tutte le strade del mondo e portare, oltre la freschezza e l’innocenza del suo pensiero, uno stimolo concreto per la comprensione ed il superamento delle troppe barriere che continuano a contrapporre gli uomini di ogni angolo del mondo” come ha messo ben in evidenza Francesco Agresti. La poesia ha una funzione evocativa fortissima e ci da l’opportunità di guardare cose che altrimenti passerebbero inosservate – così hanno sottolineato l’on. Francesco Maria Giro e il prof. Corrado Calabrò. L’auspicio è quindi che Tuba Sahaab, ora Ambasciatrice Internazionale della Poesia, venga presto a Roma per incontrare tutte le più alte personalità istituzionali e culturali del nostro paese perché quest’ultime possano avere l’opportunità di dare il loro riconoscimento e ringraziamento per la sua personale battaglia contro i terroristi che stanno devastando il Pakistan.
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