Solidarietà, immigrazione, equità sociale: sono questi i punti più significativi toccati da monsignor Maraiano Crociata, Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), intervenuto questa mattina a Siena al XXI congresso nazionale dell’Acri, associazione di fondazioni e di casse di risparmio.
Agenzia Misna - “Viviamo in un tempo complesso” ha detto monsignor Crociata in un discorso riferito dal ‘Sir’ (il Servizio informazione religiosa della CEI), che “fa emergere anche dolorose e dirompenti conseguenze nel tessuto sociale, segnato dal dilagare della disoccupazione, da flussi migratori di massa e dall’emarginazione di coloro che non sono attrezzati, professionalmente o economicamente, ad affrontare un cambiamento così vasto e rapido… chi fa le spese di questa stagione critica è in particolare quella parte della popolazione che in realtà non ha mai scialacquato e che già prima era in sofferenza per una cronica ristrettezza economica”.
Richiamando l’attenzione “sulle conseguenze per la vita personale e sociale dei complessi fenomeni che stiamo vivendo” il Segretario generale della Cei ha sottolineato che il rischio è quello “di una involuzione antropologica ed etica”. Passando ad esaminare il fenomeno dell’immigrazione, monsignor Crociata ha proseguito sottolineando l’importanza di un equilibrio tra le esigenze di sicurezza e il dovere dell’accoglienza: “Il problema dell’immigrazione – ha detto – si affronta in tanti modi, equilibrando sempre accoglienza e sicurezza. Il modo privilegiato resta quello di intervenire nei paesi in cui il problema sorge e che costringe la popolazione a partire in cerca di fortuna”. Monsignor Crociata ha concluso il suo intervento con un messaggio di speranza: “Anche in un momento di forte emergenza, che ci stimola a fronteggiare con creatività e coraggio le necessità del presente, non possiamo dimenticare il nostro compito per il futuro: preservare l’equità nel rapporto tra le generazioni, aiutando le nostre comunità a riscoprire le proprie radici, indispensabile premessa e fondamento di uno sviluppo economico socialmente sostenibile, nel rispetto delle libertà individuali e nella tensione verso il bene comune”.
Agenzia Misna - “Viviamo in un tempo complesso” ha detto monsignor Crociata in un discorso riferito dal ‘Sir’ (il Servizio informazione religiosa della CEI), che “fa emergere anche dolorose e dirompenti conseguenze nel tessuto sociale, segnato dal dilagare della disoccupazione, da flussi migratori di massa e dall’emarginazione di coloro che non sono attrezzati, professionalmente o economicamente, ad affrontare un cambiamento così vasto e rapido… chi fa le spese di questa stagione critica è in particolare quella parte della popolazione che in realtà non ha mai scialacquato e che già prima era in sofferenza per una cronica ristrettezza economica”.Richiamando l’attenzione “sulle conseguenze per la vita personale e sociale dei complessi fenomeni che stiamo vivendo” il Segretario generale della Cei ha sottolineato che il rischio è quello “di una involuzione antropologica ed etica”. Passando ad esaminare il fenomeno dell’immigrazione, monsignor Crociata ha proseguito sottolineando l’importanza di un equilibrio tra le esigenze di sicurezza e il dovere dell’accoglienza: “Il problema dell’immigrazione – ha detto – si affronta in tanti modi, equilibrando sempre accoglienza e sicurezza. Il modo privilegiato resta quello di intervenire nei paesi in cui il problema sorge e che costringe la popolazione a partire in cerca di fortuna”. Monsignor Crociata ha concluso il suo intervento con un messaggio di speranza: “Anche in un momento di forte emergenza, che ci stimola a fronteggiare con creatività e coraggio le necessità del presente, non possiamo dimenticare il nostro compito per il futuro: preservare l’equità nel rapporto tra le generazioni, aiutando le nostre comunità a riscoprire le proprie radici, indispensabile premessa e fondamento di uno sviluppo economico socialmente sostenibile, nel rispetto delle libertà individuali e nella tensione verso il bene comune”.
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