Il Dipartimento della sicurezza interna americano ha annunciato l’arresto di Juan Miguel Méndez, un ex-poliziotto ricercato della magistratura argentina per il suo coinvolgimento in atti di tortura.
Agenzia Misna - Tra i crimini commessi dall'ex-poliziotto vi sono sevizie e ‘sparizioni forzate’ compiuti in due centri di detenzione clandestina dell’ultima dittatura (1976-‘83), ‘El Olimpo’ e ‘El Banco’, a Buenos Aires. Latitante dalla metà del 2005, quando un giudice federale della provincia della capitale emise un ordine di cattura nei suoi confronti, Méndez, 67 anni, aveva lasciato il paese già sei anni fa alla volta della Florida, in concomitanza con la riapertura del ‘maxi-processo’ al Primo corpo dell’esercito; l’arresto è stato effettuato dall’Ufficio immigrazione e dogana statunitense statunitense (Ice), braccio investigativo del Dipartimento. “La detenzione di Méndez si collega alla volontà dell’amministrazione Obama di cambiare l’immagine degli Stati Uniti come rifugio di responsabili di gravi violazioni dei diritti umani” scrive il quotidiano ‘Pagina 12’, riferendo la notizia; lo conferma indirettamente una nota dell’Ice, a firma dell’investigatore speciale James Dinkins, in cui si chiarisce che “i violatori dei diritti umani che entrano negli Usa devono sapere che non possono eludere processi e sanzioni per delitti commessi in qualsiasi parte del mondo”. ‘Pagina 12’ ricorda che sempre in Florida ha trovato rifugio anche l’ex-tenente della Marina Roberto Guillermo Bravo, tra i responsabili della fucilazione, nel 1972, di 18 oppositori politici al regime instauratosi dopo il rovesciamento del presidente Artuto Illia che avevano tentato la fuga dal carcere di Trelew, in Patagonia; oggi Bravo è a capo di un’azienda che fornisce servizi sanitari alle forze militari e di sicurezza americane fatturando milioni di dollari.
Agenzia Misna - Tra i crimini commessi dall'ex-poliziotto vi sono sevizie e ‘sparizioni forzate’ compiuti in due centri di detenzione clandestina dell’ultima dittatura (1976-‘83), ‘El Olimpo’ e ‘El Banco’, a Buenos Aires. Latitante dalla metà del 2005, quando un giudice federale della provincia della capitale emise un ordine di cattura nei suoi confronti, Méndez, 67 anni, aveva lasciato il paese già sei anni fa alla volta della Florida, in concomitanza con la riapertura del ‘maxi-processo’ al Primo corpo dell’esercito; l’arresto è stato effettuato dall’Ufficio immigrazione e dogana statunitense statunitense (Ice), braccio investigativo del Dipartimento. “La detenzione di Méndez si collega alla volontà dell’amministrazione Obama di cambiare l’immagine degli Stati Uniti come rifugio di responsabili di gravi violazioni dei diritti umani” scrive il quotidiano ‘Pagina 12’, riferendo la notizia; lo conferma indirettamente una nota dell’Ice, a firma dell’investigatore speciale James Dinkins, in cui si chiarisce che “i violatori dei diritti umani che entrano negli Usa devono sapere che non possono eludere processi e sanzioni per delitti commessi in qualsiasi parte del mondo”. ‘Pagina 12’ ricorda che sempre in Florida ha trovato rifugio anche l’ex-tenente della Marina Roberto Guillermo Bravo, tra i responsabili della fucilazione, nel 1972, di 18 oppositori politici al regime instauratosi dopo il rovesciamento del presidente Artuto Illia che avevano tentato la fuga dal carcere di Trelew, in Patagonia; oggi Bravo è a capo di un’azienda che fornisce servizi sanitari alle forze militari e di sicurezza americane fatturando milioni di dollari.| Tweet |
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