lunedì, ottobre 02, 2017
Giudizio critico quello di mons. Zuppi, che non ci sta alle polemiche nate dopo il pranzo domenicale organizzato dal Papa nella Basilica di San Petronio a Bologna: "Quello che è successo non significa desacralizzare".

di Dario Cataldo

Nel bene o nel male, le azioni di Papa Francesco producono colpi di scena, sempre e comunque. Lo è stato anche per la sua visita pastorale a Bologna. Per l'occasione, la Basilica di San Petronio è stata aperta per sfamare i poveri, con Bergoglio gran cerimoniere. Uno scandalo - gridano i detrattori. Mons. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna non ci sta: “Posso capire chi si è scandalizzato. È chiaro che c’è un punto importante che riguarda la sacralità del luogo. Ma quello che è successo - continua il Prelato - non significa desacralizzare” anzi ci aiuta a capire ancora meglio e a sentire ancora più umana l’Eucarestia.

Le parole pronunciate da mons. Zuppi, in un’intervista a InBlu Radio, riprendono dunque le polemiche scaturite dal pranzo di Papa Francesco con i poveri, rifugiati e detenuti avvenuto ieri all’interno della basilica di San Petronio a Bologna.

Poi un invito a non scolvolgersi. “Qui a Bologna, padre Marella, un uomo che negli anni 50-60 ha animato la carità della città, tutte le domeniche celebrava la Messa e faceva un offertorio al contrario: invece di raccogliere distribuiva ai poveri. E quindi mangiava in chiesa insieme a loro, una specie di colazione-pranzo con cui continuava l’agape fraterna".

Conclude l'Arcivescovo bolognese: "La gioia e la bellezza di questa immagine ci aiuta a capire e contemplare in maniera più religiosa l’unità tra le due mense”.


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