mercoledì, marzo 08, 2017
Coordinatrice del mensile "Donne-Chiesa-Mondo" dell'Osservatore romano, Lucetta Scaraffia è convinta di una cosa: "Le donne vogliono soprattutto essere ascoltate" e Papa Francesco cerca di farlo di continuo.

di Dario Cataldo

Nel giorno in cui i festeggiamenti per la donna coinvolgono differenti realtà, Lucetta Scaraffia esprime la sua opinione da coordinatrice di un mensile della Santa Sede: "Nella Chiesa le donne vogliono avere voce nei momenti decisionali, quando si decide cosa fare".

Il discorso sul ruolo della donna all'interno delle strutture ecclesiali è argomento caldo, attuale, che tocca le corde tese dell'innovazione, in contrapposizione a quelle della tradizione. A tal proposito dichiara la Coordinatrice: "Le donne sono parte consustanziale della Chiesa: basti pensare alle religiose, che da sole costituiscono l’80% della vita consacrata. Sono loro che tengono in piedi la Chiesa, i messaggeri più potenti della cristianità".

Un riconoscimento doveroso, frutto di un lavoro spesso nascosto. A braccio sottolinea Scaraffia: "È profondamente ingiusto che le donne non vengano mai ascoltate, nelle Conferenze episcopali locali, in Vaticano. È assurdo”.

Alla luce di tali premesse, però, lo spiraglio è dettato dal Sommo Pontefice. “Papa Francesco – fa notare Scaraffia – cerca continuamente di inserire donne nelle Commissioni che sta creando: nella Commissione per il diaconato femminile, ad esempio, ci sono metà donne e metà uomini. È questa la linea da seguire sempre. Nella Chiesa si parla tanto di reciprocità, di specificità, ma poi si fa a meno di questa differenza”.

Un caso emblematico tirato in ballo è quello delle suore, le quali secondo Scaraffia “sono molto scoraggiate, si sentono rifiutate. La cosa più terribile è non essere viste. Così, tendono a fare vita a sé, quasi a formare una Chiesa diversa nella Chiesa”.


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