giovedì, marzo 23, 2017
In un comunicato finale del Consiglio Episcopale Permanente, svoltosi a Roma dal 20 al 22 marzo, sotto la guida del card. Bagnasco, il Segretario Generale della Cei esprime "preoccupazione" e propone la ricetta per affrontare il disagio.

di Dario Cataldo

"I Vescovi si sono ritrovati nella preoccupazione per la deriva antropologica, che impregna la cultura del Continente". Con tale consapevolezza, il Segretario Generale della Cei, mons. Nunzio Galatino, fa una riflessione che "muova esperienza umana" per tradurla in soluzioni concrete: "Un approccio laico, non confessionale, attento a sviluppare un’antropologia integrale", che però allo stesso modo avvisa: "Una società che accettasse di essere coinvolta nella volontà eutanasica di alcuno, condannerebbe se stessa al suicidio".

I temi del lavoro, dei giovani, della famiglia, del fine vita, delle adozioni, della criminalità organizzata, dei migranti e dell'Unione Europea affrontati dal card. Bagnasco durante la sua prolusione, sono condivisi da mons. Galatino, il quale soffermandosi sul lavoro dichiara: "La volontà della Chiesa di farsi prossima a quanti soffrono la disoccupazione e le sue conseguenze, di alzare la voce contro gli ostacoli all’accesso dei giovani, il lavoro nero e le vittime del lavoro, si unisce all’impegno per l’apertura di processi che si traducano in proposte e soluzioni per il mondo del lavoro".

Vicinanza anche ai territori di frontiera, quelli vessati dalla criminalità organizzata: "I Vescovi hanno espresso particolare vicinanza ai Pastori e alle Comunità delle regioni maggiormente interessate da fenomeni mafiosi: nella consapevolezza che questi non conoscono frontiere, ribadiscono l’impegno per la giustizia e la legalità, patrimonio comune che porta a rigettare ogni forma di malavita organizzata".

Infine un pensiero ai giovani connessi al mondo digitale: " Con convinzione è stata ribadita la necessità di percorsi formativi che aiutino – non soltanto i ragazzi – a crescere nel tempo degli schermi digitali: si avverte come momenti di approfondimento su questi temi possano rivelarsi significativi anche nel rapporto tra la Chiesa e il mondo".


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