lunedì, novembre 21, 2016
L'ex presidente perde e saluta. Alta l'affluenza e con i socialisti in ginocchio nel dopo-Hollande, potrebbe uscire da queste primarie l'anti-Le Pen.

"La speranza si è espressa con forza ovunque in Francia": Francois Fillon, 62 anni, sbanca a sorpresa il primo turno delle primarie aperte del centro e della destra, staccando di oltre dieci punti il secondo classificato, l'ormai ex campione dei sondaggi Alain Juppé e doppiando Nicolas Sarkozy, l'ex presidente di cui per cinque anni fu il fedele primo ministro. Per lui, che sognava di prendersi la rivincita su  Hollande dopo la sconfitta nelle presidenziali del 2012 il pensionamento è dietro l'angolo.

"Non sono riuscito a convincere una maggioranza di elettori. Rispetto questa scelta. Mi congratulo con Fillon e Juppé che sono qualificati per il secondo turno, due personalità di grande spessore che fanno onore alla Francia". Potrebbe concludersi così la carriera politica dell'ex presidente. Ha pagato l'usura degli anni al potere, gli errori di ieri ed il mancato consenso di oggi, rispetto a due candidati capaci di intercettare il voto sia dei cattolici che della borghesia.

Il leone ferito dei neogollisti ha poi ringraziato i militanti, la moglie Carla Bruni ed i figli. "E' tempo per me di cominciare una vita con più passioni private e meno passioni pubbliche". E ancora: "Francese sono e francese resto, tutto quello che riguarda la Francia mi toccherà sempre nel profondo del cuore. Nessuna amarezza, nessuna tristezza". Au revoir.

La primaria di ieri lascia anche un dato di affluenza molto elevato. Secondo una stima Elabe per BFM-TV hanno partecipato tra i 3,9 e i 4,3 milioni di votanti, basti pensare che i socialisti nel 2011 non arrivarono oltre i 2,8 milioni. "Siamo sommersi", esultano gli organizzatori del centrodestra.

Per Fillon, il più liberale dei Républicains, è stata una rimonta spettacolare che nessuno (ancora una volta) aveva previsto una sua affermazione. E invece ecco il 44% che non ti aspetti, una valanga di voti che peseranno anche la ballottaggio contro Alain Juppé fermo al 28% (Sarkò non è andato oltre il 20%). Un successo arrivato dal mondo cattolico del centrodestra che ha visto in Fillon una figura di riferimento più affidabile dell'unificatore Juppé, in un dibattito dominato dal terrore del Blue Marine frontista, dal tema della sicurezza e del multiculturalismo "sotto assedio".


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