Il segretario generale della Cei, intervenuto in merito alla carneficina compiuta a Orlando, è chiaro: "evitare qualunque speculazione".
La tragedia rivendicata dalle forze dell'Is, non ha nessuna aderenza con la religione. Questo in estrema sintesi il messaggio lanciato da Mons. Galatino, sull'efferato epilogo della discoteca gay in cui Oman Mateen, ha aperto il fuoco uccidendo 50 persone e ferendone altre 53. “Una follia che non può trovare copertura religiosa né giustificazione alcuna”.
Dinanzi a macabri scenari come questo, è riduttivo parlare di rivendicazioni religiose e orientamenti sessuali. Di fatto, dall'analisi del Porporato, “Davanti a quello che è successo si parla di gay, si parla di Islam; a mio avviso si tratta innanzitutto di vite umane, si tratta innanzitutto di persone uccise. Davanti a questa tragedia che va condannata nella maniera più ferma, io vorrei almeno che si evitasse qualunque speculazione”.
Conclude il Segretario Cei che: "è giusto chiedersi cosa sta succedendo in questo nostro mondo. I morti di oggi ma anche quelli di Parigi, quelli del Belgio ci chiedono molto di più di parole di circostanza”. L'atto di terrore, purtroppo, si aggiunge ai precedenti legati al mondo islamico, giustificato dalla lotta agli infedeli. Le speculazioni in momenti del genere sono fuori luogo, ma cosa occorre fare per arginare un problema che sta diventando sempre più ingestibile?
Mateen, è un cittadino americano, di origini afgane ma nato a New York. Cellula poco dormiente di un'organizzazione che semina odio e raccoglie sangue, in passato era finito per ben tre volte nel mirino dell'Fbi. Adesso che ha generato morte, adesso che egli stesso è stato ucciso, adesso che si moltiplicano le fiaccolate in tutto il mondo per le vittime dell'eccidio, cosa è giusto fare? È opportuno continuare a interessarsi per il breve frangente giornalistico al problema oppure è il momento di correre ai ripari, cominciando a prendere posizioni più marcate in merito a una visione del mondo che, estremista o moderata, considera "gli altri" come coloro che non saranno mai paragonabili per dignità ai seguaci del "Profeta"?
La tragedia rivendicata dalle forze dell'Is, non ha nessuna aderenza con la religione. Questo in estrema sintesi il messaggio lanciato da Mons. Galatino, sull'efferato epilogo della discoteca gay in cui Oman Mateen, ha aperto il fuoco uccidendo 50 persone e ferendone altre 53. “Una follia che non può trovare copertura religiosa né giustificazione alcuna”.
Dinanzi a macabri scenari come questo, è riduttivo parlare di rivendicazioni religiose e orientamenti sessuali. Di fatto, dall'analisi del Porporato, “Davanti a quello che è successo si parla di gay, si parla di Islam; a mio avviso si tratta innanzitutto di vite umane, si tratta innanzitutto di persone uccise. Davanti a questa tragedia che va condannata nella maniera più ferma, io vorrei almeno che si evitasse qualunque speculazione”.
Conclude il Segretario Cei che: "è giusto chiedersi cosa sta succedendo in questo nostro mondo. I morti di oggi ma anche quelli di Parigi, quelli del Belgio ci chiedono molto di più di parole di circostanza”. L'atto di terrore, purtroppo, si aggiunge ai precedenti legati al mondo islamico, giustificato dalla lotta agli infedeli. Le speculazioni in momenti del genere sono fuori luogo, ma cosa occorre fare per arginare un problema che sta diventando sempre più ingestibile?
Mateen, è un cittadino americano, di origini afgane ma nato a New York. Cellula poco dormiente di un'organizzazione che semina odio e raccoglie sangue, in passato era finito per ben tre volte nel mirino dell'Fbi. Adesso che ha generato morte, adesso che egli stesso è stato ucciso, adesso che si moltiplicano le fiaccolate in tutto il mondo per le vittime dell'eccidio, cosa è giusto fare? È opportuno continuare a interessarsi per il breve frangente giornalistico al problema oppure è il momento di correre ai ripari, cominciando a prendere posizioni più marcate in merito a una visione del mondo che, estremista o moderata, considera "gli altri" come coloro che non saranno mai paragonabili per dignità ai seguaci del "Profeta"?
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