giovedì, giugno 23, 2016
Si vota dalle 07:00 ora locale (le 08:00 in Italia) per tutta la giornata (i seggi chiuderanno alle 22:00, le 23 in Italia). Fiato sospeso in attesa di un risultato, che si saprà nelle prime ore di venerdì; e intanto i sondaggi dell'ultim'ora danno risultati contrastanti, anche se la maggioranza assegna un leggero vantaggio al fronte Remain. Anche il maltempo, che ha causato caos nel traffico a Londra e in Inghilterra meridionale, giocherà un ruolo.

Il fatidico giorno del voto è arrivato. Dentro o fuori, il Regno Unito sceglie sulla propria permanenza nell'Unione Europea in un clima tesissimo dopo la morte dell'attivista laburista Jo Cox e la spinta verso la permanenza da parte della Commissione Europea e dei mercati finanziari. Non solo, sul voto incombono anche l'allerta meteo ed i disagi nei trasporti pubblici che stanno paralizzando alcuni centri del paese.

"Chi è fuori, è fuori, nessun altro compromesso è possibile", mette in guardia da Bruxelles il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker che domani si riunirà in un vertice a quattro con il presidente del Parlamento europeo Schulz, quello del Consiglio europeo Tusk e il primo ministro olandese Rutte nella veste di presidente di turno del Consiglio dell'Ue.

La tensione scorre anche sui mercati: in caso di Brexit si teme il "venerdì nero" della sterlina, ma anche delle Borse del Vecchio Continente. Anche le Banche centrali sono in allerta. La Bce, ha detto il presidente, Mario Draghi, è pronta a far fronte a tutte le urgenze che potrebbero seguire al referendum britannico. Ed anche la Fed Usa, ha affermato la presidente Janet Yellen, è pronta ad agire dopo il voto se necessario.

Il premier conservatore britannico, David Cameron, ha votato a Londra. Il premier si è recato al seggio accompagnato dalla moglie Samantha. Cameron continua a spingere i connazionali a votare Remain, "così i nostri figli e nipoti avranno un futuro più brillante" ed anche il leader laburista Corbyn ha affermato di aver votato no.

Sul fronte opposto del "Leave", il leader del partito Ukip Nigel Farage, sul profilo Twitter del partito, ha invitato agli elettori ad andare al voto. Farage, infatti, ha dichiarato che l'esito del referendum dipenderà in buona parte dall'affluenza alle urne. Il conservatore Johnson, ex sindaco di Londra e tra i promotori del referendum, ha parlato della possibile uscita come "una svolta storica del paese".

Nell'assenza di exit-poll imposta , due sondaggi dell'ultim'ora, diffusi nell'imminenza dell'apertura dei seggi per il referendum britannico sulla Brexit, danno il fronte del sì all'Ue in vantaggio su quello del no.

Yougov assegna un leggero vantaggio al Bremain, con il 51% contro il 49, mentre Comres 54% a 46%. Poche ore fa altri due istituti avevano invece dato leggermente in testa Leave. Anche l'istituto demoscopico Ipos Mori ipotizza il sì all'Ue in vantaggio di misura sul no. La rilevazione, completata ieri sera, ma diffusa oggi sui media, dice Remain al 52% e Leave al 48.


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