La Procura generale della Repubblica del Messico (Pgr) ha troppa fretta di archiviare il caso dei 43 ‘normalistas’, studenti delle magistrali, scomparsi la sera del 26 settembre scorso a Iguala: Amnesty International lancia un’accusa supportata dal dolore e dalla frustrazione dei parenti dei ragazzi della Escuela Normal Rural de Ayotzinapa, avvertendo che l’inchiesta potrebbe rivelarsi una “copertura”.
Misna - Amnesty ha puntato il dito dopo che una squadra di patologi forensi argentini incaricata di analizzare i resti rinvenuti nella discarica di Cocula, vicino Iguala, ha accusato la Pgr di aver effettuato una “lettura parziale” delle prove, preferendo privilegiare elementi più vicini alla versione ufficiale. La Pgr sarebbe anche incorsa nel grave errore di non rivelare in tempo utile che la discarica dove – secondo gli inquirenti – i ragazzi furono prima uccisi da sicari del narcotraffico e poi i loro corpi dati alle fiamme è rimasta a lungo incustodita lo scorso novembre; “le prove rinvenute sul posto – osserva l’ong – potrebbero dunque essere alterate”.
“L’intenzione del governo di chiudere il caso basandosi su una posizione parziale e carente di prove comincia a sembrare in modo preoccupante a un tentativo di occultamento” ha protestato Erika Guevara Rosas, responsabile di Amnesty per le Americhe. Gli ha fatto eco il portavoce dei genitori dei ‘desaparecidos’, Felipe de la Cruz: “Non ci fidiamo della versione del governo”.
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