sabato, gennaio 25, 2014
Tutta la storia non è che una lunga ripetizione: un secolo plagia l'altro  (Victor Hugo, I miserabili, 1862)

"De Docta Ignorantia" di Danilo Stefani 

 “Troppe volte la generosità del centro destra è stata ripagata con invidia e odio politico da parte degli avversari”: così dice Silvio Berlusconi ai giovani di Forza Italia, a Napoli. Il tema è quello dell’Italicum. Il leader maximo dell’ex Pdl rincara la dose affermando che “queste riforme sono nostre da vent’anni, Renzi è, forse, quell’interlocutore affidabile che abbiamo trovato nella parte avversaria”.

Il segretario del Pd non sarà d’accordo con le “nostre riforme” berlusconiane (una bischerata, infatti, perché l’“Italicum” è stata battezzata e presentata proprio da Renzi) e altri si arrogheranno il merito di modifiche vitali al testo.

Non è ancora nata la legge, ma i padrini (nel senso di piccoli padri) cominciano già a iscriversi all’anagrafe.

Una volta ci fu il Porcellum: approvato a colpi di maggioranza dal governo del buon Silvio; correva l’anno 2005, e il padre – padrone unicum si dovette arrendere alle esigenze, poiché l’unico interlocutore affidabile - per lui - sembra sia stato il leghista Calderoli. Bei tempi, quelli. Oggi, con tanti padrini e un’Italia sempre più orfana di padri, incombe la dichiarazione di presunta morte istituzionale. Tutta la storia non è che una lunga ripetizione: un parlamento di bocciati.


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