sabato, gennaio 04, 2014
A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca (Giulio Andreotti) 

"De Docta Ignorantia" di Danilo Stefani 

Stupefacente rivelazione dall’università del Minnesota: i ragazzi che giocano con smartphone, tablet, e guardano la tv o ascoltano musica, parlano anche poco e a tavola mangiano male. Non conosciamo i costi dello studio pubblicato sul Journal of the academy of nutrition and dietetics. E’ certo che queste università americane sembrano spesso il festival dell’ovvio e dello spreco: l’uso dei media, infatti, non può certo andare d’accordo con i pasti e con la conversazione in famiglia, perché impegna e distrae.

Poiché siamo all’inizio dell’anno e le cose se ne fregano degli auguri andando sempre come vanno (cioè male), suggeriamo un altro tipo di studio ribaltando la ricerca e i soggetti: come funzionerebbero i media dei parlamentari italiani qualora questi facessero dei pasti più moderati e dietetici? Si creerebbero tanti “bachi” nel software digestivo di onorevoli e senatori? Ci sembra che questa ipotetica dieta somigli alla legge elettorale: tutti vogliono cambiarla ma nessuno la cambia.

A mangiar male si fa sacrifico, ma spesso si ottiene il quorum del menù dando l’esempio.

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