lunedì, novembre 04, 2013
Tel Aviv annuncia la costruzione di una recinzione "di sicurezza" nella Valle del Giordano. Un nuovo passo verso la "bantustanizzazione" di un futuro stato palestinese  

NenaNews - Una nuova barriera difensiva, questa volta tra Cisgiordania e Giordania, per garantire un migliore controllo della frontiera - occupata - e "difendersi dai rifugiati siriani". Ma soprattutto, per mandare un messaggio ai palestinesi su chi sia il vero padrone della Valle del Giordano. Così ieri il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato i piani di costruzione di una nuova recinzione lungo il Giordano, che comincerà immediatamente dopo il completamento del muro di separazione con l'Egitto e costituirà l'ennesima violazione di sovranità in un luogo già costellato di colonie illegali. Un progetto vecchio di 10 anni, abbandonato a causa delle pressioni internazionali e ripristinato con la scusa della "minaccia dei profughi siriani".

Secondo un articolo apparso ieri sul quotidiano Maariv, la scusa ufficiale per la costruzione del nuovo segmento è la paura che i profughi siriani che ora soggiornano in Giordania potrebbero infiltrarsi - anche se non ci sono rapporti noti di siriani che cercano di arrivare in Cisgiordania dal Regno Hashemita - e "la chiusura del confine con Israele. " Ma, sempre secondo il quotidiano, la decisione si inserisce in un contesto di "differenza di opinioni e stallo raggiunto nei negoziati tra Israele e palestinesi sul controllo militare nella Valle del Giordano". Proprio la scorsa settimana Netanyahu aveva chiarito in una conferenza del Likud che considera il controllo israeliano della Valle del Giordano una questione strategica fondamentale e una linea rossa per tutti i futuri accordi.

Un messaggio ai palestinesi ma soprattutto all'amministrazione americana. Il segretario di Stato Usa John Kerry incontrerà separatamente Netanyahu e il presidente palestinese Abu Mazen mercoledì prossimo, per provare a ravvivare un "dialogo" ormai quasi in stallo a causa dei continui ampliamenti degli insediamenti israeliani in Cisgiordania e a Gerusalemme est. L'annuncio della costruzione della nuova barriera "di sicurezza" è, come ha spiegato un portavoce di Abu Mazen all'agenzia stampa Ma'an, un chiaro messaggio da Tel Aviv a Washington "sul fallimento dei colloqui di pace".

Non è chiaro quale sarà il tracciato della barriera. Quando le mappe del muro di separazione in Cisgiordania vennero redatte 11 anni fa, furono inclusi anche i piani per una recinzione che avrebbe separato la maggior parte delle zone di montagna - dove vive la maggioranza dei palestinesi - dalle vaste distese della Valle del Giordano, zeppe di colonie illegali. Secondo un'analisi di Haggai Matar apparsa oggi sul portale +972, "considerando le implicazioni di annessione politica nella recinzione esistente e il desiderio di Netanyahu di assicurare il controllo israeliano sul confine giordano, non sarebbe stravagante presumere che il premier voglia seguire il tracciato originale".

Il risultato, come da copione, sarebbe "una recinzione israeliana che circonda completamente la Cisgiordania - aggiunge Matar - la rimozione di qualsiasi confine terrestre che potrebbe condividere con un altro stato (oltre a Israele) e la finalizzazione del processo di "bantustanizzazione" di un futuro Stato palestinese".


Sono presenti 0 commenti

Inserisci un commento

Gentile lettore, i commenti contententi un linguaggio scorretto e offensivo verranno rimossi.



___________________________________________________________________________________________
Testata giornalistica iscritta al n. 5/11 del Registro della Stampa del Tribunale di Pisa
Proprietario ed Editore: Fabio Gioffrè
Sede della Direzione: via Socci 15, Pisa