Non è stato adottato il progetto di risoluzione sulla “Salute e i diritti sessuali e riproduttivi” proposto dalla parlamentare Edite Estrela
Aleteia - In un acceso dibattito come non se ne vedono molti al Parlamento Europeo, la maggioranza degli eurodeputati ha votato per un rinvio alla commissione del controverso rapporto Estrela – dal nome della relatrice, l'europarlamentare portoghese Edite Estrela, socialista – sulla “Salute e i diritti sessuali e riproduttivi”, ha riferito lo European Dignity Watch. Anche se è stata respinta una risoluzione alternativa, che cercava di promuovere una visione più dignitosa della salute materna e di difendere la libertà di coscienza e la sana educazione sessuale per i bambini, il fatto che il rapporto non sia stato adottato è una grande vittoria. Il testo come avevamo anticipato lunedì conteneva la proposta di riconoscere come diritti umani aborto, sterilizzazione, contraccezione e Fivet.
Il rinvio alla commissione darà tempo per studiare ulteriormente i numerosi punti problematici del rapporto, soprattutto il fatto che alla sua stesura abbia partecipato l'organizzazione abortiva commerciale International Planned Parenthood Federation a Bruxelles.
La lettera D del rapporto recita: “Considerando che le donne sono colpite in misura sproporzionata dalla mancanza di salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti (SSRRD) per la natura stessa delle riproduzione umana (…) la donna è svantaggiata perché donna, e per godere degli SSRRD (diritti sessuali e riproduttivi) deve diventare come un uomo”.
Nelle settimane che hanno preceduto il voto, c'è stata una consapevolezza crescente tra i parlamentari dei profondi problemi collegati a una comprensione della salute sessuale e riproduttiva che mette al centro l'ipersessualizzazione dei bambini fin dalla più tenera età, un “diritto all'aborto” per tutti e una severa limitazione della libertà di coscienza.
“Siamo molto felici che non solo il Parlamento oggi sia tornato in sé riguardo alla salute sessuale e riproduttiva, ma anche che la voce di 1,4 milioni di cittadini che hanno firmato l'iniziativa popolare europea 'Uno di Noi' per una maggiore protezione della dignità umana sia ascoltata e rappresentata nella decisione di oggi”, ha affermato il direttore esecutivo dello European Dignity Watch, Sophia Kuby. Nelle prossime settimane il rapporto verrà discusso ulteriormente nel Comitato per i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere.
Per Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita, il rinvio del voto sul rapporto Estrela “ha espresso il fastidio prevalente del Parlamento europeo per la continua insistenza dell’area vetero femminista che ogni mese ripropone le stesse questioni a favore dell’aborto e del matrimonio omosessuale” (Agenzia SIR, 22 ottobre). A suo avviso, “il lavoro da compiere in Europa per difendere la vita è davvero grande”, ma con questo rinvio alla commissione “il Parlamento europeo ha detto che è ora di finirla con il metodo obliquo, arrogante, sostanzialmente ingannatorio e scorretto con cui le questioni bioetiche vengono presentate continuamente al dibattito parlamentare”.
Quello che è in azione nel contesto attuale, ha osservato Antoine Renard, Presidente della Federazione europea delle associazioni familiari (Fafce), è “un partito anti-vita trasversale, che va dalle sinistre fino ai partiti conservatori” (Avvenire, 22 ottobre).
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Il rinvio alla commissione darà tempo per studiare ulteriormente i numerosi punti problematici del rapporto, soprattutto il fatto che alla sua stesura abbia partecipato l'organizzazione abortiva commerciale International Planned Parenthood Federation a Bruxelles.
La lettera D del rapporto recita: “Considerando che le donne sono colpite in misura sproporzionata dalla mancanza di salute sessuale e riproduttiva e dei relativi diritti (SSRRD) per la natura stessa delle riproduzione umana (…) la donna è svantaggiata perché donna, e per godere degli SSRRD (diritti sessuali e riproduttivi) deve diventare come un uomo”.
Nelle settimane che hanno preceduto il voto, c'è stata una consapevolezza crescente tra i parlamentari dei profondi problemi collegati a una comprensione della salute sessuale e riproduttiva che mette al centro l'ipersessualizzazione dei bambini fin dalla più tenera età, un “diritto all'aborto” per tutti e una severa limitazione della libertà di coscienza.
“Siamo molto felici che non solo il Parlamento oggi sia tornato in sé riguardo alla salute sessuale e riproduttiva, ma anche che la voce di 1,4 milioni di cittadini che hanno firmato l'iniziativa popolare europea 'Uno di Noi' per una maggiore protezione della dignità umana sia ascoltata e rappresentata nella decisione di oggi”, ha affermato il direttore esecutivo dello European Dignity Watch, Sophia Kuby. Nelle prossime settimane il rapporto verrà discusso ulteriormente nel Comitato per i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere.
Per Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita, il rinvio del voto sul rapporto Estrela “ha espresso il fastidio prevalente del Parlamento europeo per la continua insistenza dell’area vetero femminista che ogni mese ripropone le stesse questioni a favore dell’aborto e del matrimonio omosessuale” (Agenzia SIR, 22 ottobre). A suo avviso, “il lavoro da compiere in Europa per difendere la vita è davvero grande”, ma con questo rinvio alla commissione “il Parlamento europeo ha detto che è ora di finirla con il metodo obliquo, arrogante, sostanzialmente ingannatorio e scorretto con cui le questioni bioetiche vengono presentate continuamente al dibattito parlamentare”.
Quello che è in azione nel contesto attuale, ha osservato Antoine Renard, Presidente della Federazione europea delle associazioni familiari (Fafce), è “un partito anti-vita trasversale, che va dalle sinistre fino ai partiti conservatori” (Avvenire, 22 ottobre).
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