Sono contrastanti le notizie circa un ingresso dei militari francesi e maliani a Diabali, una delle città dove negli ultimi giorni si sono concentrati i combattimenti con i ribelli che controllano il nord del paese.
Misna - Secondo testimonianze rilanciate da corrispondenze giornalistiche, la città è ormai sotto il controllo dei militari francesi e maliani. Un’evoluzione, questa, non confermata a livello ufficiale: da Parigi fonti del ministero della Difesa si sono limitate a sottolineare che a Diabali non sono in corso combattimenti. Di certo, una settimana dopo l’inizio della controffensiva francese la situazione resta difficile e incerta. Non solo sul piano militare, ma anche e soprattutto su quello umanitario. Oggi l’organizzazione non governativa Medici senza frontiere ha rivolto un appello alle autorità di Bamako affinché consentano l’accesso dei suoi operatori a Konna, una città nel centro del Mali appena sottratta al controllo dei ribelli. “È fondamentale – si sottolinea in una nota diffusa dall’ong – che nelle zone dei combattimenti venga garantita assistenza medico-sanitaria neutrale”. Le “sofferenze” della popolazione e il dovere della comunità internazionale di prestare soccorso ai civili sono stati evidenziati anche da Aurélien Agbénonci, coordinatore in Mali dell’Ufficio dell’Onu per l’assistenza umanitaria (Ocha). Secondo il responsabile, a oggi sono stati raccolti appena l’1 o il 2% dei fondi indicati come indispensabili il mese scorso.
Misna - Secondo testimonianze rilanciate da corrispondenze giornalistiche, la città è ormai sotto il controllo dei militari francesi e maliani. Un’evoluzione, questa, non confermata a livello ufficiale: da Parigi fonti del ministero della Difesa si sono limitate a sottolineare che a Diabali non sono in corso combattimenti. Di certo, una settimana dopo l’inizio della controffensiva francese la situazione resta difficile e incerta. Non solo sul piano militare, ma anche e soprattutto su quello umanitario. Oggi l’organizzazione non governativa Medici senza frontiere ha rivolto un appello alle autorità di Bamako affinché consentano l’accesso dei suoi operatori a Konna, una città nel centro del Mali appena sottratta al controllo dei ribelli. “È fondamentale – si sottolinea in una nota diffusa dall’ong – che nelle zone dei combattimenti venga garantita assistenza medico-sanitaria neutrale”. Le “sofferenze” della popolazione e il dovere della comunità internazionale di prestare soccorso ai civili sono stati evidenziati anche da Aurélien Agbénonci, coordinatore in Mali dell’Ufficio dell’Onu per l’assistenza umanitaria (Ocha). Secondo il responsabile, a oggi sono stati raccolti appena l’1 o il 2% dei fondi indicati come indispensabili il mese scorso.
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