venerdì, dicembre 07, 2012
Nel quadro della Campagna dell'EBU "Why Poverty?" (Perchè la Povertà?) continua la nostra inchiesta sulla povertà e l'aiuto della Chiesa per i poveri.  

Radio Vaticana - Una povertà che non risparmia neppure un Paese ricco come l’Australia. E’ una condizione che riguarda soprattutto la minoranza aborigena e secondo gli ultimi dati dell’Australian Bureau of Statistic coloro che vivono in situazioni di disagio estremo sono circa 2,2 milioni. Ma per gli aborigeni si tratta anche di un profondo disagio sociale che ha radici nel passato. Ce ne parla nel servizio Alessandro Filippelli: ascolta

Sono più di mezzo milione e costituiscono il 2,7% della popolazione. Il dramma vissuto dagli aborigeni è un tema molto sentito in Australia, una nazione ricca, ma non esente dalla povertà. Sara Gagliardo, una giovane insegnante di 22 anni, prossima alla laurea, vive in Australia dal 1991 e dedica parte della sua vita ai ragazzi aborigeni:

“Sono qui in Australia in missione: siamo stati inviati come "Famiglia in missione" da Giovanni Paolo II, con le Comunità neocatecumenali. Sono specializzata nelle culture e lingue aborigene. In Australia, fondamentalmente la povertà non è una povertà fisica, perché il governo continua a offrire tantissimi soldi agli aborigeni per aiutarli. Per capire la povertà che vivono gli aborigeni, dobbiamo tornare all’inizio della loro storia”.

Alla fine del ‘700, quando gli inglesi giunsero in Australia, gli aborigeni conobbero il dramma della perdita di speranze, di valori e di libertà. Poi, tra il 1910 e il 1970, lo Stato sequestrò oltre 100 mila bambini aborigeni, affidandoli ad altre famiglie bianche, spesso a migliaia di chilometri di distanza, con il pretesto di offrir loro una vita migliore.

“Quando Madre Teresa è venuta in Australia, ha detto: ‘Sembra che gli aborigeni abbiano perso la loro dignità, a causa delle loro ferite!’”.

Gli aborigeni rivendicano maggiori diritti, con l’obiettivo di integrarsi in una delle società più avanzate e dinamiche del mondo, ma ancora oggi vivono emarginati e colpiti da disoccupazione, alcoolismo e malattie. Entro il 2013 si dovrebbe tenere un referendum per inserire nella Costituzione australiana un riferimento alle popolazioni indigene, ma l’integrazione rimane ancora una ferita aperta.



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