L’incidenza di eventi catastrofici è quattro volte superiore all’Africa e 25 rispetto a Europa e Nord America. Fra le cause lo sviluppo selvaggio, l’urbanizzazione, l’esplosione demografica e i cambiamenti climatici. Continua l’esodo dalle campagne verso la città. Gli esperti avvertono: servono politiche di tutela e prevenzione.
Bangkok, (AsiaNews) - Le grandi città dell'Asia sono sempre più soggette a disastri naturali, innescati dai cambiamenti climatici e acuiti da problemi irrisolti fra cui lo sviluppo selvaggio, piani di urbanizzazione inadeguati ed esplosione demografica. È l'avvertimento lanciato dagli esperti della Banca asiatica per lo sviluppo (Adb), che puntano il dito contro le politiche promosse dai vari governi che stanziano i due terzi dei fondi per le emergenze, a disastro già avvenuto, e solo un terzo delle risorse a favore di politiche mirate per l'ambiente, alla tutela e alla conservazione del territorio.
Alluvioni, terremoti e altre calamità (nella foto l'alluvione a Bangkok, del 2011) causano decine di migliaia di vittime ogni anno e miliardi di dollari di danni nelle città e nelle aree urbane della regione Asia-Pacifico. Tuttavia, poco viene fatto per migliorare le difese e favorire la prevenzione. In un comunicato l'Adb sottolinea che "le popolazioni asiatiche rischiano quattro volte di più dell'Africa e 25 volte di più di Europa o Nord America di essere investite da disastri naturali".
Il pericolo più comune è rappresentato dalle alluvioni, che si susseguono con una frequenza tre volte maggiore negli ultimi 30 anni. Il loro impatto è aggravato da una pianificazione urbana "caotica" o assente e dal degrado ambientale, unito a deforestazione e aumento incontrollato delle megalopoli.
Intanto continua l'esodo di milioni di persone, che abbandonano le campagne - considerate più sicure e protette - per trasferirsi in città, il più delle volte per ragioni economiche e spinti dall'estrema miseria in cui versano le aree agricole. Le morti per disastri naturali sono aumentate toccando quota 651mila fra il 2000 e il 2009, rispetto alle 100mila registrate negli anni '80. "Il legislatore - concludono gli esperti della Banca asiatica per lo sviluppo - deve capire che gli investimenti per la prevenzione dei disastri naturali sono un fattore chiave per un reale sviluppo sostenibile".
Bangkok, (AsiaNews) - Le grandi città dell'Asia sono sempre più soggette a disastri naturali, innescati dai cambiamenti climatici e acuiti da problemi irrisolti fra cui lo sviluppo selvaggio, piani di urbanizzazione inadeguati ed esplosione demografica. È l'avvertimento lanciato dagli esperti della Banca asiatica per lo sviluppo (Adb), che puntano il dito contro le politiche promosse dai vari governi che stanziano i due terzi dei fondi per le emergenze, a disastro già avvenuto, e solo un terzo delle risorse a favore di politiche mirate per l'ambiente, alla tutela e alla conservazione del territorio.
Alluvioni, terremoti e altre calamità (nella foto l'alluvione a Bangkok, del 2011) causano decine di migliaia di vittime ogni anno e miliardi di dollari di danni nelle città e nelle aree urbane della regione Asia-Pacifico. Tuttavia, poco viene fatto per migliorare le difese e favorire la prevenzione. In un comunicato l'Adb sottolinea che "le popolazioni asiatiche rischiano quattro volte di più dell'Africa e 25 volte di più di Europa o Nord America di essere investite da disastri naturali".
Il pericolo più comune è rappresentato dalle alluvioni, che si susseguono con una frequenza tre volte maggiore negli ultimi 30 anni. Il loro impatto è aggravato da una pianificazione urbana "caotica" o assente e dal degrado ambientale, unito a deforestazione e aumento incontrollato delle megalopoli.
Intanto continua l'esodo di milioni di persone, che abbandonano le campagne - considerate più sicure e protette - per trasferirsi in città, il più delle volte per ragioni economiche e spinti dall'estrema miseria in cui versano le aree agricole. Le morti per disastri naturali sono aumentate toccando quota 651mila fra il 2000 e il 2009, rispetto alle 100mila registrate negli anni '80. "Il legislatore - concludono gli esperti della Banca asiatica per lo sviluppo - deve capire che gli investimenti per la prevenzione dei disastri naturali sono un fattore chiave per un reale sviluppo sostenibile".
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