Tensione in Russia dopo le elezioni parlamentari: uno dei leader dell’opposizione russa, Ilya Iashin, è stato oggi condannato da un tribunale di Mosca a 15 giorni di carcere con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.
Radio Vaticana - Iashin era stato fermato ieri nella capitale russa, assieme ad altre 300 persone, durante una manifestazione di protesta contro il risultato delle legislative di domenica. Tra i fermati a Mosca anche Alexei Navalni, il più popolare blogger russo anticorruzione. Dal canto suo, il premier Vladimir Putin ha detto che sono necessari seri cambiamenti nel governo dopo le elezioni presidenziali di marzo. Sul valore di queste proteste e la forza dell'opposizione, Emanuela Campanile ha intervistato Fabrizio Dragosei, corrispondente da Mosca del “Corriere della Sera”: ascolta
R. - Finché le cose in Russia andavano molto bene con una crescita economica sostenuta, la gente era anche disposta a non dire nulla sulla situazione politica, su quest'impasse - che alcuni paragonano alla stagnazione dell’epoca brezneviana - in cui nulla cambia, in cui Putin e Medvedev si scambiano i ruoli punto e basta. Ma siccome anche in Russia le cose non vanno così bene, la crisi si fa sentire, questa decisione di rimanere permanentemente al potere con un semplice cambio di ruoli ha riacceso gli animi ed è un po’ alle origini di queste proteste ovviamente scatenate dal fatto che queste elezioni non sono certamente un esempio di elezioni trasparenti come le intendiamo noi.
D. – La notizia è che è stato condannato proprio oggi dal tribunale di Mosca a 15 giorni di prigione Ilya Yashin, uno dei leader di Solidarnost, che è stato fermato ieri insieme ad altre 300 persone…
R. – In Russia l’opposizione democratica è frantumata e ottiene molto poco seguito, o un seguito relativamente limitato, nella popolazione russa. Alle elezioni questi gruppi, soprattutto alcuni, ad esempio il famoso Navalny - che è uno dei giovani più conosciuti sulla blogsfera - avevano invitato a votare per tutti meno che per il partito del potere, cioè Russia Unita. I voti sono andati poi ai comunisti, ai liberaldemocratici di Zhirinovsky, ma l’opposizione liberale e democratica - che in questo caso poteva essere rappresentata nelle urne da Yabloko - ha preso solamente il tre per cento. Il problema vero è anche che nell’opposizione manca una figura di spicco che possa coagulare un po’ tutti questi rivoli che finiscono poi per disperdersi. (bf)
Radio Vaticana - Iashin era stato fermato ieri nella capitale russa, assieme ad altre 300 persone, durante una manifestazione di protesta contro il risultato delle legislative di domenica. Tra i fermati a Mosca anche Alexei Navalni, il più popolare blogger russo anticorruzione. Dal canto suo, il premier Vladimir Putin ha detto che sono necessari seri cambiamenti nel governo dopo le elezioni presidenziali di marzo. Sul valore di queste proteste e la forza dell'opposizione, Emanuela Campanile ha intervistato Fabrizio Dragosei, corrispondente da Mosca del “Corriere della Sera”: ascoltaR. - Finché le cose in Russia andavano molto bene con una crescita economica sostenuta, la gente era anche disposta a non dire nulla sulla situazione politica, su quest'impasse - che alcuni paragonano alla stagnazione dell’epoca brezneviana - in cui nulla cambia, in cui Putin e Medvedev si scambiano i ruoli punto e basta. Ma siccome anche in Russia le cose non vanno così bene, la crisi si fa sentire, questa decisione di rimanere permanentemente al potere con un semplice cambio di ruoli ha riacceso gli animi ed è un po’ alle origini di queste proteste ovviamente scatenate dal fatto che queste elezioni non sono certamente un esempio di elezioni trasparenti come le intendiamo noi.
D. – La notizia è che è stato condannato proprio oggi dal tribunale di Mosca a 15 giorni di prigione Ilya Yashin, uno dei leader di Solidarnost, che è stato fermato ieri insieme ad altre 300 persone…
R. – In Russia l’opposizione democratica è frantumata e ottiene molto poco seguito, o un seguito relativamente limitato, nella popolazione russa. Alle elezioni questi gruppi, soprattutto alcuni, ad esempio il famoso Navalny - che è uno dei giovani più conosciuti sulla blogsfera - avevano invitato a votare per tutti meno che per il partito del potere, cioè Russia Unita. I voti sono andati poi ai comunisti, ai liberaldemocratici di Zhirinovsky, ma l’opposizione liberale e democratica - che in questo caso poteva essere rappresentata nelle urne da Yabloko - ha preso solamente il tre per cento. Il problema vero è anche che nell’opposizione manca una figura di spicco che possa coagulare un po’ tutti questi rivoli che finiscono poi per disperdersi. (bf)
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