I militari non hanno aperto il fuoco contro i manifestanti copti ma si sono limitati a usare gas lacrimogeni: lo ha sostenuto oggi un esponente del Consiglio supremo delle Forze armate, respingendo accuse sulla strage di domenica corroborate da filmati e resoconti giornalistici.
Agenzia Misna - “I soldati – ha detto durante una conferenza stampa al Cairo il generale Adel Emara – non hanno sparato a nessuno”. La tesi dell’ufficiale è che all’origine della strage ci sarebbero state aggressioni e violenze da parte dei manifestanti, alcuni dei quali in possesso di armi. Secondo il generale Emara, la responsabilità delle almeno 36 vittime sarebbe da attribuirsi a non meglio precisati “nemici della rivoluzione con interessi distruttivi”.
La conferenza stampa organizzata dal Consiglio supremo delle Forze armate si è svolta in coincidenza con un sit-in di fronte all’ufficio del procuratore generale Abdel Magid Mahmoud. La manifestazione era stata convocata dal Movimento 6 aprile, una delle forze protagoniste della mobilitazione contro il regime di Hosni Mubarak, per chiedere giustizia per i fatti di domenica.
Secondo il quotidiano “Al-Masry Al-Youm”, la linea intransigente assunta dai militari è confermata dalla decisione del Consiglio supremo delle Forze armate di respingere le dimissioni del ministro delle Finanze Hazem al-Beblawy. La richiesta di dimissioni era stata presentata come un atto di protesta per violenze che potrebbero ripetersi e compromettere la transizione politica avviata in febbraio dopo la caduta di Mubarak. (Vedi anche notizia delle 12.32)
[VG]
La conferenza stampa organizzata dal Consiglio supremo delle Forze armate si è svolta in coincidenza con un sit-in di fronte all’ufficio del procuratore generale Abdel Magid Mahmoud. La manifestazione era stata convocata dal Movimento 6 aprile, una delle forze protagoniste della mobilitazione contro il regime di Hosni Mubarak, per chiedere giustizia per i fatti di domenica.
Secondo il quotidiano “Al-Masry Al-Youm”, la linea intransigente assunta dai militari è confermata dalla decisione del Consiglio supremo delle Forze armate di respingere le dimissioni del ministro delle Finanze Hazem al-Beblawy. La richiesta di dimissioni era stata presentata come un atto di protesta per violenze che potrebbero ripetersi e compromettere la transizione politica avviata in febbraio dopo la caduta di Mubarak. (Vedi anche notizia delle 12.32)
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