Un monito alla politica affinché affronti la questione morale, definita “grave e urgente”, l’attenzione per i giovani e il loro mondo, la difesa della famiglia tradizionale. Questi i temi scelti dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Genova, per l’omelia pronunciata oggi in occasione della Festa della Madonna della Guardia.
Radio Vaticana - Non solo “fare diversamente”, ma “pensare diversamente” e sostituire la “cultura della vita facile”, con la “cultura della serietà”. Un compito gravoso al quale siamo chiamati tutti, ma in primo luogo coloro che hanno responsabilità pubbliche: il mondo della politica che deve affrontare la questione morale, “grave e urgente”, una questione che “non riguarda solo le persone, ma anche le strutture e gli ordinamenti”. Così ha parlato questa mattina l'arcivescovo dal Santuario della Madonna della Guardia, tanto cara ai genovesi, che oggi festeggiano l’anniversario della prima apparizione, nel 1490. Il porporato ricorda che non si possono negare “l’impegno generoso e la rettitudine limpida di molti” ai quali vanno rinnovate “stima e fiducia”, e che la questione, tuttavia, non è solo un problema politico, ma anche culturale ed educativo. “Tutta la società deve diventare educante, un orizzonte di modelli, un clima respirabile di valori” da trasmettere ai giovani. E proprio i giovani, quei due milioni che sono accorsi a Madrid per la Giornata Mondiale della Gioventù, avendo riconosciuto nel Papa “il punto affidabile e vero”, sono “l’unica buona notizia di questi tempi”. I giovani che non cedono alla rabbia, ma che trovano la speranza in Cristo, i giovani che “non vogliono essere ingannati – aggiunge il cardinal Bagnasco – che sanno che la vita non è di chi se la gode, ma che la strada della realizzazione e della gioia è quella del dovere, del sacrificio e della famiglia stabile e feconda”. Della famiglia il porporato aveva parlato già ieri durante la celebrazione al termine del tradizionale pellegrinaggio a piedi, lanciando un appello alle istituzioni affinché la tutelino e la salvaguardino, in quanto ancora “punto di riferimento stabile”, nonostante le forze che mirano a snaturarne il volto (a cura di Roberta Barbi)
Radio Vaticana - Non solo “fare diversamente”, ma “pensare diversamente” e sostituire la “cultura della vita facile”, con la “cultura della serietà”. Un compito gravoso al quale siamo chiamati tutti, ma in primo luogo coloro che hanno responsabilità pubbliche: il mondo della politica che deve affrontare la questione morale, “grave e urgente”, una questione che “non riguarda solo le persone, ma anche le strutture e gli ordinamenti”. Così ha parlato questa mattina l'arcivescovo dal Santuario della Madonna della Guardia, tanto cara ai genovesi, che oggi festeggiano l’anniversario della prima apparizione, nel 1490. Il porporato ricorda che non si possono negare “l’impegno generoso e la rettitudine limpida di molti” ai quali vanno rinnovate “stima e fiducia”, e che la questione, tuttavia, non è solo un problema politico, ma anche culturale ed educativo. “Tutta la società deve diventare educante, un orizzonte di modelli, un clima respirabile di valori” da trasmettere ai giovani. E proprio i giovani, quei due milioni che sono accorsi a Madrid per la Giornata Mondiale della Gioventù, avendo riconosciuto nel Papa “il punto affidabile e vero”, sono “l’unica buona notizia di questi tempi”. I giovani che non cedono alla rabbia, ma che trovano la speranza in Cristo, i giovani che “non vogliono essere ingannati – aggiunge il cardinal Bagnasco – che sanno che la vita non è di chi se la gode, ma che la strada della realizzazione e della gioia è quella del dovere, del sacrificio e della famiglia stabile e feconda”. Della famiglia il porporato aveva parlato già ieri durante la celebrazione al termine del tradizionale pellegrinaggio a piedi, lanciando un appello alle istituzioni affinché la tutelino e la salvaguardino, in quanto ancora “punto di riferimento stabile”, nonostante le forze che mirano a snaturarne il volto (a cura di Roberta Barbi)
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