domenica, giugno 26, 2011
In esclusiva per La Perfetta Letizia, le fiabe di Silvio Foini

C’era una volta, in un bell’orto soleggiato, un muretto fatto di sassi sul quale la padrona, una buona vecchina curva dagli anni, si sedeva dopo aver innaffiato per benino tutte le colture dei suoi ortaggi preferiti. A volte si soffermava davanti alle piante dei pomodori, a volte davanti alle alte fila dei fagioli o alla pianta delle ciliegie, e parlava loro con voce suadente invitandoli a crescere rigogliosi e sani. “Sapete quanto i miei nipotini vi adorino! Non vorremo mica deluderli vero?”. Stranamente le piante parevano ascoltare quelle parole appena appena sussurrate e davvero facevano del loro meglio per presentare frutti grandi e gustosi. Su quel bel muretto veniva spesso a crogiolarsi al sole una lucertola un po’ verde e un po’ grigia, e anche questa ascoltava parlare la vecchina. Si era presa tanta confidenza nei suoi confronti da salirle, a volte, sulla mano e guardarla fissamente. La donna lasciava fare e non aveva certo timore della bestiolina, anzi ne gradiva la compagnia. Le aveva anche dato un nome: Adalgisa, e spesso le portava delle bricioline di pane che lei gradiva molto.

Quando la vecchina si infortunò inciampando in un piccolo dosso dell’orto e non poté più, per un certo periodo, tornare a sedersi sul muretto, la lucertolina, attraversando tutto il prato che si estendeva oltre la parte coltivata, riuscì a raggiungere la casetta della sua nuova amica e questa, un mattino, spalancando la finestra che dava sul cortile, si trovò sul davanzale la piccola amica che la guardava muovendo la testa a piccoli scatti. “Ma guarda chi si vede! Ciao Adalgisa. Sei venuta a trovarmi?”, esclamò la nonnina tendendo il palmo della mano verso la lucertola che non si fece pregare e vi salì. “Vieni che ti mostro la mia casa”. Con la bestiolina in mano, zoppicando, si portò nelle tre piccole stanzette in cui viveva e gliele mostrò: “Questa è la mia stanza da letto - disse - questa invece è la cucina dove preparo i pasti e cuocio le torte per i mie nipotini. Qui invece dove passo il tempo a fare per loro i maglioncini di lana per l’inverno. Adoro lavorare con gli aghi da lana e sono anche brava, sai?”. Adalgisa ovviamente non poteva comprendere le parole della sua anziana amica ma adorava ascoltarne la voce.

“E tu me la farai vedere la tua casetta?”, chiese ponendola delicatamente sul piano del tavolo di legno dove stavano alcune briciole della torta che aveva cotto la sera prima poiché nel pomeriggio sarebbero venuti a farle visita i nipotini. Adalgisa gustò le bricioline dolci poi si sollevò sulle zampette posteriori e prese a fissare la nonnina. “Ti è piaciuta la mia torta?”, le domandò lei. La piccola lucertola oscillò a destra e poi a sinistra. “No? – chiese la donna – Avresti preferito una bella torta alle formiche, vero? Quella io non posso fartela, cara amica mia. Noi non le mangiamo, quindi io non le so cucinare né tantomeno farne delle torte”.

Adalgisa risalì sulla mano della vecchina e si arrampicò lungo la manica del vestito raggiungendo la spalla, quindi vi si accoccolò comodamente. “Sì - disse lei sorridendo - stai pure lì così mi farai compagnia mentre sbrigo i miei lavoretti. Più tardi, anche se zoppicando, ti riaccompagnerò al nostro muretto e ci sederemo a goderci il sole. Va bene? A proposito – seguitò – grazie della compagnia”.

Come aveva promesso, a metà pomeriggio la nonnina, salutati i nipotini che erano venuti a trovarla e a mangiare la torta, fece uscire da sotto il lavandino Adalgisa che se ne era stata buona buona senza farsi vedere per non correre rischi e la fece salire sul palmo della sua mano deponendosela quindi sulla spalla. “Ora andiamocene al nostro muretto a prendere il sole”, disse avviandosi lentamente verso l’orto. Si sedette sulle pietre che ancora erano calde e aiutò la lucertolina a scendere dalla sua spalla. Adalgisa fece un bel giretto a scaldarsi le zampette poi prese a fissare l’amica in un modo curioso. Pareva volesse dirle qualcosa. Cominciò ad andare avanti e indietro lungo il muretto e finalmente la nonnina comprese. “Ho capito Adalgisa! Desideri farmi vedere dove abiti! Forza, indicami l’ingresso della tua casetta... anche se io non ci potrò entrare! Vuol dire che ti lascerò sull’uscio qualche briciola di pane quando verrò qui e tu sarai magari a caccia di gustose formiche”. Adalgisa saltellando si infilò in un anfratto del muretto quindi si voltò e sporse il suo musetto guardando la nonnina come dire “Vedi? Io abito qui”. Poi se ne tornò dentro.

Passò qualche minuto e riapparve con in bocca qualcosa di molto luccicante. Si avvicinò alla nuova amica e depositò nel palmo della vecchia mano una perla bellissima. Gli occhi della donna si spalancarono: “Questa da dove salta fuori, Adalgisa? – domandò rigirando quel prezioso regalo fra le mani – Sai che ha un grande valore?”, disse commossa carezzando lievemente con il dito indice la testolina della lucertola, di quella sua strana ma generosa amica. Poi se ne tornò stancamente verso la sua casa, considerando che era proprio vero il detto che recita: “Chi trova un amico trova un tesoro.”

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